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Juve-Napoli, arbitro e Var inchiodati dall’Aia a Dazn: “Rigore evidente per gli azzurri”

Dino Tommasi, componente della CAN A e B, analizza l’episodio in area juventina tra Bremer e Hojlund, giudicato male dal Var

È stato un weekend decisamente concitato dal punto di vista del campo, ma non solo. Nelle due partite principali di questa giornata infatti si è parlato parecchio anche degli episodi arbitrali. Uno in particolare ha fatto discutere, quello in Juventus-Napoli, il rigore chiesto dagli azzurri al 39′ sull’1-0 per la Juve per un contatto in area tra Bremer e Hojlund. Nel consueto appuntamento con Open Var su Dazn, Dino Tommasi –  componente della CAN A e B – ha analizzato l’episodio.

Gleison Bremer e Rasmus Houlund (Ansafoto) – calciomercato.it

E l’errore dell’arbitro alla fine è emerso. “Mariani comunica alla sala VAR che non ha visto la situazione Bremer-Hojlund, perché stava guardando a destra. Premettiamo che Mariani ha arbitrato molto bene, in questo caso non vede il primo contatto: il secondo (Kalulu-Vergara) è leggero e non ci sono parametri chiari. Bremer cinge il collo di Hojlund con entrambe le mani e lo trattiene a terra: l’intervento è sicuramente falloso e c’è un parametro evidente nella trattenuta. Mariani chiede perché non ha potuto valutare l’intervento, manca una OFR di Mariani. Un calcio di rigore mancante”.

Non solo, perché Tommasi sottolinea anche che qualcosa non ha funzionato a Lissone in sala Var: “Le immagini sono chiare, se il check fosse stato fatto bene sarebbe stato richiamato l’arbitro. Sulle trattenute stiamo facendo un lavoro molto importante: in Serie B le abbiamo quasi del tutto debellate. Abbiamo lavorato sin da subito in questa direzione, dando calci di rigore. Ci stiamo lavorando duramente anche in Serie A: sono atteggiamenti che hanno una matrice di antisportività che vogliamo assolutamente debellare per far sì che il calcio sia uno sport di bellezza dove prevalga la componente tecnica”. Su Roma-Milan, invece, confermata la decisione del rigore per i giallorossi: “Bartesaghi è in ritardo, prova ad andare a chiudere, il braccio è largo. È un rigore conclamato, trent’anni fa si puniva solo la volontarietà, ma oggi le dinamiche sono chiare e la punibilità è evidente”.

 

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