Il Como domina all’Olimpico e annichilisce la squadra di Sarri con un risultato e una prestazione netta: le parole del tecnico spagnolo
Il Como mette in campo una grande dimostrazione di forza e batte nettamente la Lazio all’Olimpico. Una partita finita praticamente già nel primo tempo, che si incanala già dopo pochi secondi col gol di Baturina.

La squadra di Fabregas sale a quota 37, a -2 dalla Juventus quinta e -5 dalla Roma quarta. Nel postpartita le parole del tecnico spagnolo in conferenza stampa:
Un progetto unico in Europa il vostro: la chiave della stagione è stato affidare la regia a giocatori offensivi? Cosa ha preso da Sarri? “Sono contento che abbiate fatto riferimenti non solo ai soldi spesi. Perché quello che abbiamo speso lo possiamo recuperare con 2-3 giocatori se li vogliamo vendere guadagna il triplo. Il nostro limite salariale è da metà classifica, se il presidente vuole vendere qualcuno fa il triplo di quanto ha pagato. Caqueret, Da Cunha, Paz, sono o erano mezzali e trequartisti. L’allenatore ti dà l’idea di quali sono gli spazi, ma il calcio è dei giocatori. Io provo ad aiutare i ragazzi, poi dopo ci sono situazioni che loro gestiscono molto meglio di quanto posso dirgli io. Per questo non credo nel calcio robotico, alla lunga dà meno di quello che richiede. È più la creatività, l’intuizione, magari prende più tempo ma quando un giocatore capisce l’idea e si capisce con i compagni ha una percezione di gioco totalmente diversa e ha altre soluzioni rispetto a quando ti studiano e non hai altre soluzioni. Perdere così col Milan e rialzare la testa non è facile, contro un’altra squadra forte che ha avuto 10 giorni di riposo in più. Sarri è un genio, lo ha dimostrato in Italia, anche in Inghilterra facendo bene al Chelsea e vincendo l’Europa League, perdendo una finale ai rigori col City. Ha idee molto particolari e mi piace molto, i nostri stili sono simili e ho imparato moltissimo da lui e continuerò a farlo. Sono molto contento e ricordo tante cose di lui che metto sul tavolo per lavorare”.
Il calcio sta mutando completamente anche nelle regole. Voi allenatori che avete iniziato da poco vi sentite penalizzati? “Difficile dirlo. Io mi sono preparato con una idea di calcio, di fare le cose, che ti adatti a certe situazioni. Ma non è solo per i giovani allenatori, chi è più esperto quando ci sono dei cambiamenti sono un po’ più aperti. Magari è più facile aprire la mente. Questo possibile cambiamento del fuorigioco cambierà il calcio e sono un po’ contro. Tutte le squadre che vogliono difendersi giocando in avanti, allora i difensori non vanno. Il calcio attuale è prendersi dei rischi, mi piace per questo. Ci sono filosofie come l’Atalanta di Gasperini, l’uomo rischia molto, ma se ti possono prendere un metro e può essere gol ti penalizza troppo”.
Sull’impostazione tattica diversa rispetto al Milan: quanto ci avete lavorato in questi giorni in cui avete poco tempo? “Abbiamo lavorato ieri. Ora non ci alleniamo, non c’è tempo, si gioca ogni 3-4 giorni, devo spendere tanto tempo in sala video per fargli vedere la mia idea e come fare male agli avversari. I ragazzi oggi hanno interpretato molto bene, ma l’abbiamo preparata solo ieri. Noi siamo abituati a lavorare tutta la settimana. Così è più facile per me perché c’è più tempo per i ragazzi. Nelle ultime 4-5 settimane non abbiamo avuto molto tempo, per me era la prima volta e anche per alcuni giocatori. Quindi ci sono sempre delle novità nel nostro percorso, ma loro trovano sempre l’energia. Io spingo sempre al massimo, li spremo al massimo per fargli uscire fame ed energia. Per questo è importante per noi”.




















