Il ct della Nazionale in conferenza dopo la rocambolesca vittoria per 5-4 contro Israele: l’analisi dell’allenatore che ricorda la finale di Istanbul
L’Italia alla fine riesce in qualche modo a centrare tre punti assolutamente fondamentali per il percorso verso i Mondiali 2026. A Debrecen finisce 5-4 per gli Azzurri contro Israele, dopo essere stati sotto due volte e poi avanti di due reti prima di farsi rimontare e poi passare nel recupero.

Nel postpartita le parole in conferenza stampa del ct Gattuso, che analizza le cose da modificare e ricorda poi addirittura la finale di Istanbul Milan-Liverpool: “Ci teniamo il risultato. Eravamo 4-2, poi l’abbiamo regalata. Ci è mancata comunicazione, l’esperienza ad altissimo livello perché la partita era finita. Noi lasciavamo gli esterni contro gli esterni, ci voleva il raddoppio e la gamba ci è mancata. Ma è un dato di fatto che abbiamo tante cose da migliorare. Il prolblema più grande è capire cosa vogliamo fare, giocare di reparto o andare sui riferimenti. Ma per andare sui riferimenti il tempo è poco, però non è un problema solo di difensori, ma di compattezza di squadra. Poche squadre giocano con due attaccanti, è difficile, ma dobbiamo ringraziarli. Ci teniamo i 10 gol, dobbiamo migliorare altre cose. Dobbiamo capire come gestirli e farli giocare insieme”.
Sui due autogol: come evitarli? “Dobbiamo difendere più alti e scivolare meglio, non stare nel capanno in area e non negli ultimi 7-8 metri, dove i palloni sono più difficili da controllare. Dobbiamo essere più equilibrati, scivolare. Con l’Estonia abbiamo fatto qualcosa di reparto. loro ci hanno sorpresi, venivano sui riferimenti, uomo su uomo. L’aspetto più importante è la compattezza, abbiamo sofferto glil esterni, non c’era mai un raddoppio, la squadra non era compattissima e non è stato solo un problema dei difensori. Kean e Retegui sono stati una sorpresa, si sono presentati con un grande atteggiamento, sia in fase di possesso che di non possesso”.
Un problema di testa? Può subentrare la concezione che la partita è finita? “Questo è fondamentale, annusare il pericolo e capire da dove arriva. Era di facile lettura, c’era poco scivolamento, ti saltavano, canale aperto, palla dentro. I due autogol sono arrivati così, ci puntavano, è una lettura. Questo ci è mancato. Noi non dobbiamo pensare che le partite finiscano, le partite non finiscono mai. Nessuno lo può dire meglio di me. Facevo parte di quella squadra che vinceva 3-0 in finale di Champions e in 6 minuti hanno preso 3 gol. Però teniamoci quanto fatto in questi 7 giorni, ualcuno da lassù ci ha voluto bene stasera, e andiamo avanti”.
Andare di reparto vuol dire semplificare le cose? “Il reparto deve rompere, altrimenti hai sempre superiorità numerica, ma se rompi diventa a tre la difesa. Sui riferimenti a tutto campo diventa difficile. Non è facile. Io dopo i giocatori li ho ringraziati, perché un’altra squadra oggi va a casa con un pareggio o una sconfitta. Il merito di crederci gli va dato”.




















