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Bove tra il malore e il futuro: “Perché a me? Voglio tornare a giocare a giugno”

Parla il calciatore della Fiorentina che si racconta dopo quanto accaduto contro l’Inter: l’obiettivo è il ritorno in campo

In questo campionato di Serie A la partita tra Fiorentina ed Inter sarà certamente una di quelle che più verranno ricordate.

Più che per il risultato finale, con la vittoria dei padroni di casa con un netto 3-0, la gara del Franchi sarà per sempre legata ad un nome in particolare, quello di Edoardo Bove. Tutti ricorderanno gli attimi di terrore vissuti allo stadio, in campo o davanti alla tv quando il centrocampista viola si accasciò a terra perdendo i sensi. Ora, dopo l’operazione per impiantargli un defibrillatore sottocutaneo, Bove sta bene. E guarda al futuro, sognando di tornare a calcare un campo da calcio. “Ci sono volte in cui mi sveglio e non so dare un senso alla giornata” racconta Bove a ‘Vanity Fair’. “Ricordo davvero poco di quello che è successo. Non ricordo di essere caduto. Mi sono risvegliato in ospedale, toccandomi le gambe perché pensavo mi fosse successo qualcosa al ginocchio. All’inizio per me non è stato difficile come per i miei cari. Non capivo la gravità della situazione. Mi hanno prospettato una situazione persino più grave di quanto realmente fosse. Ma lì per lì ero semplicemente contento di essere vivo. Era destino che andasse così, che mi salvassi”.

Fiorentina, Bove vuole tornare in campo

Ora però gli interrogativi non mancano, così come la voglia di giocare a calcio. “Mi sono chiesto perché sia capitato a me. E perché nel momento migliore della mia carriera” afferma Bove.

Il ragazzo si sottoporrà a nuovi esami. “Sto ancora cercando la risposta, è un’analisi che sto facendo dentro di me. Dal punto di vista medico c’è certamente una causa scatenante, ma ancora la dobbiamo capire fino in fondo. Sto facendo dei controlli, e altri ne farò ancora, è come se il cuore mi volesse mandare segnali, queste cose accadono quando il cuore è sotto sforzo – dichiara – Il calcio resta però uno dei grandi amori della mia vita. Mi manca anche giocare con gli amici. Non avere una routine mi fa paura, non ho uno schema da seguire. Ma so che questa è una situazione temporanea”. Bove però sogna di tornare in campo: “Ho ancora qualche visita da fare. Se si deciderà di mantenere il defibrillatore in Italia non potrò giocare. All’estero però sì. Dovrò vedere come andrà, se avrò paura e come starò. L’ultima parola spetterà a me. Per come stanno le cose sto pensando di giocare all’estero. Non escludo di poter togliere il defibrillatore: i medici mi stanno dicendo che c’è questa possibilità”.

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