Partita faticosa per l’Italia, che dopo il dominio è stata costretta a rincorrere per l’espulsione di Pellegrini per un fallaccio su Theate
L’Italia pareggia per 2-2 contro il Belgio all’Olimpico. Un punto d’oro per come si era messa la partita visto il rosso a Pellegrini, un rammarico considerando il doppio vantaggio e la prestazione importante degli Azzurri fino all’espulsione.

Nel postpartita le parole in conferenza stampa del ct della Nazionale Luciano Spalletti:
Quaranta minuti di dominio, senza il rosso parlavamo di altro. Ma il pareggio è un ottimo risultato. “La descrizione è che ci sono degli episoi che a volte buttano all’aria le partite, bisogna essere bravi da sapere direzionare anche quegli episodi, a volte come stasera non è possibile. La descrizione della gara è il dispiacere dei ragazzi a fine partita per non aver vinto. Quella è la cosa più importante, sapevano che potevano portarlo a casa un altro risultato, ci si è messa in mezzo un po’ di sfortuna. Questo attaccamento mostrato con questo dispiacere è la cosa fonamentale, la partita l’abbiamo vista. Bene anche quando eravamo in 10, ci siamo abbassati un po’ troppo. Ero indeciso se tornare subito a quattro. Con l’uno contro uno in difesa con la velocità che hanno, incredibile, negli spazi ampi hanno muscolo, sono velocisti da pista, non da calcio”.
Dove trova continuità con le prestazioni viste con Francia e Israele. Qualche palla persa in certe zone è casuale o una lezione? “Trovo continuità in tutto quello che abbiamo fatto. Siamo migliorati, invece che prendere gol dopo un minuto l’abbiamo fatto. Con la stessa disponibilità a sacrificarsi, blocco squadra basso, siamo riusciti ad attaccare bene gli spazi. Ci trovo una continuità. Magari dopo aver recuperato palla, soprattutto in 10, dovevamo provare a fare qualcosa in più anche se è difficile perché sei costretto a raddoppiare, coprire dentro, difficile avere la pulizia di gioco, fare uno strappo per andare oltre. Ma ho visto provarci la squadra sempre, alla fine siamo stati bravi a rubargli palla per rifarlo noi il gol. Non abbiamo concesso niente, abbiamo preso gol su un calcio piazzato, potevamo fare meglio sull’azione precedente. Ma vanno fatti i complimenti ai giocatori”.
Subire due gol in inferiorità in quel modo è una cosa che la fa imbestialire? “Mi dispiace perché i giocatori hanno fatto vedere che giocavano per la maglia, confermando quello che era successo precedentemente. Volevano dimostrare che sono loro a determinare, che siamo padroni delle nostre possibilità. Noi abbiamo la guida di quello che è il potenziale sia a livello individuale che a livello collettivo. Quando ci sono due squadre di alto livello che si affrontano è importante fare gol ma anche soffrire. Di solito è la squadra che riesce a essere più collettivo dell’altro a portare a casa il risultato. E loro hanno fatto anche questo. Si va fiduciosi a giocare la partita ed è un risultato che a noi va bene, non ci deve far pensare di aver perso due punti, perché più di così non potevamo fare”.
Cosa è scattato rispetto all’Europeo? “Ho visto una squadra molto umile, mai presuntuosa, disponibile a fare quello che c’era da fare. Sintomo di grande forza, poi li ho visti anche dentro con la testa che non è mai scontato, essere belli organizzati mentalmente su quello che volevano fare e su che direzione ha preso dopo che siamo tornati”.
Ha funzionato benissimo la ricerca di Retegui, non solo sul gol. Anche Bastoni nell’azione del rosso di Pellegrini doveva cercare il lungo e non il corto e questo ha condizionato Pellegrini. “Questo è il disegno di quando cominci a palleggiare, fanno uomo contro uomo, e si rendono conto delle postazioni tutte occupate e si va a giocare lì, prendendo l’appoggio della prima punta. Abbiamo perso un paio di palloni che potevano diventare sanguinosi, quando fanno uomo contro uomo c’è il rischio di perderla. Lì glielo avevo urlato a Bastoni di cercare Retegui, lo avevo visto, ma dalla panchina si vede meglio. La sua prospettiva è piatta, non vede quanti metri ha il centrale su Pellegrini. L’abbiamo pagata troppo a caro prezzo. Di Pellegrini lo devo rivedere, ma penso sia espulsione, quando vai con i tacchetti sulla gamba è così. Lui lo ha fatto perché si è sentito un po’ frustrato, anticipato, ha tentato il tutto per tutto. C’è poco da fare. Poi prendi subito gol su punizione, il calcio d’angolo era una palla gestibile. Stasera doveva andare così per come si è visto, si è pagato troppo caro l’errore che abbiamo fatto”.




















