Juve, la sentenza: “Non è da scudetto. Vlahovic la delusione più grande”

Dopo il brutto pareggio contro l’Atalanta arrivano le sentenze nei confronti della Juventus: “Non è da scudetto. Che delusione Vlahovic”

La prova opaca nella trasferta di Bergamo non è certamente passata inosservata. Lo 0-0 ottenuto contro l’Atalanta ha portato la Juventus a perdere due punti dalla vetta della classifica guidata da Inter e Milan.

Collovati deluso da Vlahovic
Dusan Vlahovic (LaPresse) – Calciomercato.it

I bianconeri sono stati raggiunti dal Napoli, vittorioso a Lecce e dalla Fiorentina, che ha superato in casa il Cagliari. Una prestazione, quella degli uomini di Allegri, che però non è piaciuta e che forse fa ridimensionare, tra alcuni addetti ai lavori, quella che può essere la vera forza del club bianconero. Il campione del Mondo nel 1982 Fulvio Collovati non le ha infatti mandate a dire, puntando in particolare il dito contro un giocatore.

Juve, le critiche di Collovati: “Vlahovic mi ha deluso. Squadra non da scudetto”

Nel mirino di Collovati, intervenuto durante il programma ‘Giornale Radio Football Club’ condotto da Lapo De Carlo, c’è in particolare Dusan Vlahovic.

Massimiliano Allegri (LaPresse) – Calciomercato.it

Il centravanti serbo, che era indisponibile per la trasferta di Bergamo, è ritenuto una grande delusione da parte dell’ex difensore: “Tra i giocatori Vlahovic è quello che mi ha deluso maggiormente. Da lui mi sarei aspettato di più”. Collovati ha poi sottolineato come la Juventus, a parere suo, non sia all’altezza di altre squadre per competere per lo scudetto: “Reputo l’Inter la favorita numero uno, poi Napoli e Milan dietro i nerazzurri. La Juve non è da scudetto, se continua a giocare così la squadra di Allegri fa fatica anche ad arrivare quarta”.

Collovati nel corso del suo intervento ha voluto anche replicare a quelle che sono state le parole di Maurizio Sarri, che al termine della sfida persa dalla sua Lazio contro il Milan si è lamentato con Fifa e Uefa: “Sarri dice che si gioca troppo nel calcio di oggi? Secondo me si sbaglia. Le rose oggi sono di 30 giocatori, hai praticamente due squadre, mentre ai miei tempi si giocavano 40-42 partite ma eravamo in 15. Non capisco dove sia il problema”.

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