Paulo Sousa allena dal 2005 e in quasi vent’anni ha girato il mondo. Trofei e vittorie di prestigio per lui, ma anche esoneri. Ecco quali.

Paulo Sousa è una vecchia conoscenza del calcio italiano della Serie A. Militò infatti in club quali la Juventus, l’Inter e il Parma negli anni ’90 del secolo scorso, distinguendosi in un buon numero di partite grazie alle sue doti di centrocampista dai piedi buoni.
Qual è stato finora il percorso di allenatore di Paulo Sousa? Vi sono soltanto buoni risultati, gestioni senza infamia e senza lode oppure il portoghese ha dovuto subire l’onta di qualche esonero? Di seguito, la scheda illustrativa su di lui lo spiegherà, fugando ogni dubbio.
Paulo Sousa, gli inizi nella nazionale portoghese e nel calcio inglese
Subito un inizio di prestigio per Paulo Sousa, a testimonianza della stima della Federcalcio portoghese verso di lui. Infatti il primo impegno in panchina fu con il Portogallo Under 16, che Paulo diresse per quattro anni dal 2005 al 2008.
Tra il luglio e il novembre 2008 anche un incarico di assistente dell’allora commissario tecnico del Portogallo, Carlos Queiroz. Ma appunto si trattò di un’esperienza breve, visto che Paulo proprio nel 2008 ebbe la sua prima esperienza come tecnico di club. Firmò infatti un contratto che lo legava al Queens Park Rangers, squadra inglese militante all’epoca nella Serie B inglese – la Championship.
Ma proprio una figura assai nota come il patron del club dell’epoca – Flavio Briatore – lo esonerò nella primavera successiva a campionato in corso, per risultati non in linea con le aspettative della dirigenza.

Nell’estate 2010 altre esperienza inglese con il Leicester ma dopo pochi mesi, anche il secondo esonero in carriera per lui – a causa di risultati scadenti con una sola vittoria in Championship su nove partite giocate.
Cina, Francia e Polonia: nuovi esoneri
Dopo l’Europa Paulo Sousa decise di emigrare in Asia, per allenare il club cinese del Tianjin Quanjian. Era l’autunno 2017 e il suo percorso ‘orientale’ durò meno di un anno: il 4 ottobre 2018 il nuovo esonero per una gestione non ritenuta soddisfacente, con la squadra a metà classifica.
Nel 2019 ancora calcio europeo: Paulo Sousa firmò per allenare il Bordeaux, squadra di Ligue 1. Qui fece la parte finale della stagione 2018/2019 e tutta la stagione 2019/2020: in ambo i campionati ottenne piazzamenti senza infamia e senza lode, cui subentrò la scelta di risolvere il contratto con i girondini. Forse una mossa astuta per evitare un possibile futuro esonero.
Ancora nazionale per Paulo Sousa, dopo la primissima esperienza di inizio carriera con il suo Portogallo. Infatti ad inizio 2021 Sousa scelse di accettare l’incarico come ct della Polonia. Qui non ottenne risultati di rilievo e, anzi, mancò la qualificazione diretta alla Coppa del Mondo in Qatar. Ecco allora una nuova scelta che non sorprese di certo: prima degli spareggi per andare ai Mondiali, scelse di risolvere anticipatamente il contratto di allenatore della nazionale polacca.

Il nuovo esonero con il Flamengo e il ritorno in Italia
Ma qualcosa bolliva in pentola perché per Paulo Sousa di lì a poco si sarebbero aperte le porte del campionato brasiliano di calcio. In terra verdeoro, sfruttando anche il vantaggio della stessa lingua parlata nel suo paese d’origine, Paulo Sousa fu allenatore del blasonato club del Flamengo. L’avventura in Sudamerica durò però fino al giugno 2022 a seguito di risultati deludenti: l’esonero fu la scelta della dirigenza societaria.
Passò meno di un anno e Paulo Sousa fece nuovamente ritorno in Serie A. Era il febbraio scorso e l’ex centrocampista portoghese prese il posto di Davide Nicola sulla panchina della Salernitana che, all’epoca, non navigava in buone acque. L’inizio non fu dei migliori ma nel corso delle varie giornate di Serie A, la squadra con la sua gestione riuscì ad ottenere buoni risultati e a risalire la china. Il traguardo della salvezza ha permesso la conferma di Paulo Sousa come pure alla Salernitana di fare un altro campionato nella massima serie.




















