TV PLAY | Inter e Milan, bufera sul nuovo stadio: “Sono dei vandali”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:36

Non si placano le polemiche intorno all’abbattimento del Meazza voluto dai due club per costruire il nuovo impianto

Con la relazione di Palazzo Marino che quest’oggi ha messo fine al dibattito pubblico sul nuovo stadio progettato da Inter e Milan, si è chiusa una prima fase molto importante voluta dai due club per affrettare i tempi verso la costruzione del nuovo impianto per San Siro.

TV PLAY | Inter e Milan, bufera sul nuovo stadio: "Sono dei vandali"
Vittorio Sgarbi su TV Play

Per trattare l’argomento, in diretta su Calciomercato.it in onda su TV Play è intervenuto dal il sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi. Com’è noto, il celebre politico è infatti un fermo oppositore dell’abbattimento di San Siro: “Non sto portando avanti nessuna battaglia e non ho nessuna posizione né contrastante né antagonista. Fatto sta che il sindaco ha fatto una scelta totalmente sbagliata, ispirata da due proprietari di calcio, uno cinese e uno americano, contro la volontà di tutti i cittadini milanesi. Tutto l’arco costituzionale è contro l’abbattimento, come vuole la logica delle cose. Quindi ho attivato, parlando con gli uffici, quindi in piena competenza mia come sottosegretario, al di là delle richieste di Sala, che ha chiesto che deleghe io abbia, nessuna, io semplicemente richiamo la legge, dei vincoli. Lui ha scritto la Meloni, ignorando che le deleghe sono date dal Ministro, sono un sottosegretario che ha una posizione politica e la esprimo liberamente, quindi il sindaco si taccia, quando ho letto i fatti ho richiamato la legge e questo edificio merita il vincolo storico“.

Per quanto riguarda i vincoli anticipati durante il suo intervento, Sgarbi ha illustrato le tre categorie di riferimento: “I vincoli sono di tre tipi, monumentale se ha più di 70 anni la struttura, di diritto d’autore e di significato storico. Vedere giocare per esempio Meazza, chi lo ha visto ha vissuto emozioni che fanno parte della storia dell’edificio. Io vincolo la storia dell’edificio con il suo ospedale, il suo museo, tutto quello che c’è dentro, al di là che abbia 70 anni, il vincolo monumentale la sovrintendenza lo ha già escluso. Ma il comitato di settore, che è la Cassazione del Ministero, ha già dato indicazione al sovrintendente prima di pronunciarsi di fare il vincolo storico. Il sovrintendente non lo ha fatto, ora è andato a Firenze, perché evidentemente ha ritardato di far partire quanto chiesto dal comitato di settore, ovvero di attivare l’articolo dieci come vincolo storico non monumentale. Il vincolo storico è attuabile, la documentazione è chiara, non vi è alcun dubbio. A meno che qualcuno non mi smentisca tra 5 anni, facendo non so quale dichiarazione di non importanza neanche storica, ma il Comitato di Settore ha già richiamato il vincolo storico”.

Nuovo San Siro, Sgarbi contro la demolizione: “Proprietari come dei vandali”

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San Siro ©LaPresse

L’IDEA CHE CI SIA BISOGNO DI UN NUOVO STADIO – “Io dico che la volontà distruttiva non è né della sinistra né della destra, tutto l’arco politico non vuole l’abbattimento. Evidentemente il cittadino italiano consacra l’edificio nella sua storia. I due presidenti che lo vogliono buttare giù, uno cinese e uno americano, lo vogliono fare evidentemente per interesse, anche per interesse dell’affare del calcio. Siccome nessuno può escludere che un proprietario coltivi i propri interessi, si facciano un altro stadio, e questo rimanga come stadio storico e se ne fanno uno altrove. Abbattere questo costerebbe 50 milioni, porterebbe poi inquinamento, diffusione di materiale pericoloso, è sconsigliato abbattere San Siro anche sotto questi punti di vista”.

LA DEFINIZIONE DI VANDALI PER I PROPRIETARI DI MILAN E INTER – “Sì, ma non so neanche come si chiamano, è normale che un americano e un cinese abbiano le volontà che hanno, vanno contro però la volontà dei cittadini milanesi. Dico vandali non offendendoli, ma il patrimonio storico che il Meazza rappresenta è un dato che non riguarda i loro problemi, i loro si misurano in una chiave planetaria, ma il Meazza sta a Milano”.