SFS22, Gravina show tra riforme e Nazionale: “Ecco perché Mancini è rimasto”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:15

Il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina al Social Football Summit, intervistato sulla Nazionale e il calcio italiano

Il Social Football Summit 2022 a Roma si chiude in bellezza con il panel che vede protagonista Gabriele Gravina, presidente della Figc, intervistato dal giornalista di ‘Sky Sport’ Luca Marchetti.

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Gravina © Calciomercato.it

Si parte ovviamente dalla questione Mondiale e sulla storia di Roberto Mancini da ct che è continuata nonostante un fallimento bruciante: “La ferita è ancora molto viva, aperta. Una ferita che diventa particolarmente lacerante quando viene riferita ai giovani, alla mancata opportunità per i ragazzi di vivere un evento come il Mondiale. In questi momenti, quando ci sono eventi così negativi e d’impatto all’interno del calcio, bisogna mantenere lucidità, credere nel progetto in cui sono state impiegate idee ed energie, cercare di essere coerenti, non abbandonare la strada su cui sono stati fatti grandissimi sacrifici e dimostrare di avere rispetto per tutti quelli che hanno dato un grande messaggio al paese intero, dimostrando la capacità di saper aggregare un intero movimento sportivo intorno all’entusiasmo che negli ultimi quattro anni la Nazionale ha saputo conquistare. La memoria nel calcio è molto corta, purtroppo abbiamo avuto in tempi molto rapidi un blocco, di buio assoluto nell’accantonare un record mondiale di imbattibilità, ma soprattutto un progetto che però è vivo”.

SFS22, Gravina: “Abbiamo rimesso insieme i cocci. Ma ci sono troppi stranieri!”

SFS22, Gravina: "Abbiamo rimesso insieme i cocci. Ma ci sono troppi stranieri!"
Gravina (Calciomercato.it)

“È vivo – spiega Gravina – perché in questo momento abbiamo avuto coraggio, la capacità di saper coltivare quell’approccio come nell’arte giapponese kintsuji, il vaso si è rotto quando abbiamo sbagliato il primo rigore, poi il secondo e il gol subito con la Macedonia, però non abbiamo avuto paura di abbracciare quel danno, abbiamo voluto far capire che i cocci andavano messi insieme”. Poi sulla Superlega: “È un rischio per lo sport in genere, per l’evoluzione. L’idea della Superlega è la fotografia di uno stato di malessere generale. Il giovane si può allontanare, ma va coinvolto attraverso lo spettacolo, ma anche forme di coinvolgimento comportamentale”.

E allora che progetti ci sono? “La Media Factory, contro l’Inghilterra avevamo oltre il 60%. Vanno coinvolti i giovani che non hanno la possibilità di praticare sport. La FIGC deve fare in modo che il talento colga l’opportunità di essere utilizzato. Il 67% dei calciatori in Serie A sono stranieri, noi facciamo fatica, da qui l’intervento della Federazione di operare nella lista dei 25 formati nel proprio vivaio. Bisogna valorizzare i nostri ragazzi all’interno delle squadre. Bisogna impegnarsi e assumersi le proprie e responsabilità. Non si può avere il 100% degli stranieri in una squadra. Nella stagione 2023/24 dobbiamo agire con un confronto aperto e di responsabilità, capendo le cause della mancata qualificazione e intervenire”.

Gravina: “Valorizzare i giovani subito e il Governo ci aiuti per Euro 2032”

Gravina: "Valorizzare i giovani subito e il Governo ci aiuti per Euro 2032"
Gravina ©LaPresse

I progetti di Gravina sono specifici: “L’apprendistato e l’avviamento al professionismo è la mia idea al semi-professionismo. Io parlo di riforma del calcio italiano, l’eliminazione del veto non so se faciliterà, ma toglie qualunque alibi. Oggi se ci sono 10 società che non danno il loro consenso possono bloccare la riforma del calcio. Ho impegnato tante energie su progetti importanti, ma ogni volta qualcosa o qualcuno li bloccava i progetti, bisogna cambiare allora le regole del gioco per trovare l’intesa, senza più alibi. La valorizzazione dei giovani non è più procrastinabile, chiediamo al Governo italiano di sostenere la nostra candidatura 2032 all’Europeo. Serve una letterina di impegno da parte della politica e un sostegno economico mettendo sotto controllo la politica dei costi di gestione, la sostenibilità, il contenimento dei costi. Inseriremo altri controlli, più o meno un Fair Play Finanziario italiano.

Infine sul Var: “L’oggettività è migliorata, l’errore su Candreva è umano, un episodio strumentalizzato moltissimo che onestamente non meritava questa enfasi, invece hanno parlato di malafede. Il Var e L’AVar non aveva le immagini per valutare correttamente, si deve migliorare la tecnologia ma ci sono delle norme a livello internazionale che ci limitano, vanno stabilite modalità differenti. Il fuorigioco semiautomatico in realtà aumenta i tempi, non li riduce, al momento. Va sperimentato in occasione del Qatar, si chiama semiautomatico non perché è una comunicazione diretta all’arbitro e all’assistente, ma ci sono più sensori che individuano la linea. Ma sono sempre gli operatori a decidere. È un aiuto in più, ma non garantiamo l’infallibilità dello strumento”.