Roma-Helsinki, Mourinho allo scoperto: “Ho avuto paura di perderlo”

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Nella conferenza post Roma-Helsinki il tecnico della Roma esce allo scoperto su una questione di mercato: “Ho avuto paura di perderlo”

La Roma vince in Europa League contro un Helsinki rimasto in dieci dal primo quarto d’ora di partita. Tre punti importanti per essere in corsa nel girone che vede al primo posto il Real Betis, avversario dei giallorossi nelle prossime due sfide europee.

Roma-Helsinki, Mourinho allo scoperto: "Ho avuto paura di perderlo"
José Mourinho, allenatore della Roma © LaPresse

Al termine della partita in conferenza stampa il tecnico José Mourinho ha analizzato così la partita: “Quando giochi in 11 contro 10 non è una partita di riferimento. Nel primo tempo nonostante fossero in dieci non abbiamo giocato come si doveva. Oltre il sistema, i cambi e Dybala che segna appena tocca il primo pallone, quello che ha cambiato la partita è pensare con la fame di vittoria. Sono contento del secondo tempo”.

Roma-Helsinki, Mourinho allo scoperto su Zaniolo: “Mi avevano detto che non era un professionista”

Nicolò Zaniolo © LaPresse

José Mourinho è soddisfatto a metà per la Roma vista questa sera. Primo tempo sottotono mentre una ripresa giocata come si doveva. Durante la conferenza stampa post partita Mourinho è uscito allo scoperto su Zaniolo e il mercato estivo: “Nessuno è mai venuto da me a dirmi che poteva essere venduto, nemmeno Tiago Pinto. Si leggono tante bugie di mercato in giro e a volte pensi che possa essere possibile. È un giocatore importante per noi, che ha qualità diverse dagli altri. Ho avuto paura sì, non tanta, perché Tiago Pinto non mi ha mai parlato di una possibilità che partisse. Con Nicolò ho un buon rapporto, se c’è qualche problema o va in panchina non vuol dire che non ci sia un buon rapporto. È un bravo ragazzo, mi avevano detto che non era un professionista, che arrivava in ritardo e non si allenava bene. O non mi hanno detto la verità o è cambiato perché con noi arriva puntuale e si allena bene”.

Infine si sofferma sull’attacco e l’espulsione: “Quando giochi con una squadra in dieci non puoi prenderlo come riferimento. Se segni è perché lasciano andare il match. Sul rosso non c’erano dubbi e sono contento. Mi dispiace per loro che erano arrivati qui con coraggio, ha in dieci uomini le cose cambiano”.