Lazio-Verona, Sarri e il dito medio: “Vi racconto la verità”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:29

Maurizio Sarri prende la parola in conferenza stampa dopo la vittoria sofferta contro il Verona: la Lazio è a -3 dalla vetta

Una vittoria alla fine meritata e cercata, ma arrivata con grandissima fatica per la Lazio che sbatte contro un Verona arcigno e ben messo in difesa. Immobile e Luis Alberto riescono a venire a capo della squadra di Cioffi, non senza qualche apprensione anche nel finale.

Sarri © LaPresse

I biancocelesti, dopo il ko col Napoli rialzano la testa (in campionato, visto il 4-2 al Feyenoord in Europa League) e guardano alla trasferta in Danimarca. Ma anche stasera di elementi da discutere ce ne sono parecchi in conferenza stampa: “Partita difficile contro una squadra complicata, dinamica e aggressiva che viene a prenderti uomo contro uomo per tutto il campo e crea problemi nelle uscite da dietro. Problemi amplificati dalle condizioni del terreno di gioco che non è degno di rappresentare la città di Roma in Italia e in Europa. Bisogna sistemarlo, così non è da squadra professionistica”. Sulla partita: “La squadra è stata brava ad avere pazienza, solitamente in queste partite si spende molto in energie fisiche e mentali. E può accadere che l’intensità cali, per cui la squadra è stata brava. Oggi è stata una buona risposta da parte di tutti, belli solidi. Davanti siamo limitati e quindi si sta chiedendo tanto, forse troppo, a giocatori offensivi. Speriamo che Pedro rientri velocemente”.

Lazio-Verona, Sarri spiega il dito medio e dice la sua sul rigore

Sarri © LaPresse

Poi Sarri spiega l’immagine che sta facendo il giro del web che lo ritrae mentre fa il dito medio verso la panchina del Verona: “Io il direttore (il team manager dell’Hellas Alessando Mazzola ndc) lo consoco da tempo. Mi è sembrato di aver visto un gesto a dirmi mettiti a sedere’. Poi dopo ci siamo spiegati e gli ho detto il motivo, lui mi ha risposto ‘ma che mettiti a sedere, ti dicevo solo stai calmo’. E io gli ho detto che ho replicato con un ‘mettiti a sedere te!’ Ci siamo scusati e abbiamo riso dell’episodio”. Tutto rientrato quindi. Su Luis Alberto: Quando entra fresco contro squadre che calano intensità fa valere il doppio le sue qualità tecniche. È chiaro che è entrando è decisivo in certe situazioni. I lanci di Provedel? Si doveva uscire lunghi ma col pallone a terra. Poi il Verona ti porta a cercare questa soluzione, ma noi non dobbiamo cercarla costantemente”.

Sarri poi continua: “In questo momento sono più contento della solidità difensiva che dei gol che si fanno. Ne puoi fare 70-100 ma se ne prendi tanti non conta niente. Se si riuscisse a invertire la tendenza, poi fare 75 o 80 gol non cambierebbe niente, i punti arriverebbero lo stesso. Poi quando ci sono i 45 minuti col Feyenoord sono contento perché è il calcio che amo, però anche oggi mi piace“. Sull’alchimia con i tifosi: “Quando in un posto ti trovi bene per un allenatore non è semplice, quando senti di essere nel tuo ambiente i meriti sono di tutti. Io le persone che trovo davanti a Formello sono sempre molto affettuose, ho un rispetto enorme per questa tifoseria. L’ambiente ho cominciato velocemente a sentirlo mio, di essere parte di loro e dell’ambiente Lazio. Questo mi dà gusto”.

Sarri e il rigore su Kallon: “Secondo me è successo che…”

Sarri parla poi anche del possibile rigore su Kallon: “Secondo me Cancellieri ha messo il corpo tra lui e la palla, ma ero a 80 metri alla panchina opposta. Non ho avuto infatti la paura che desse rigore contro, però non l’ho ancora rivisto. Var? Io è da tre anni che non ho capito niente”. Infine su Casale e Marcos Antonio: “Casale ha fatto 5 minuti nervoso e impacciato, poi si è sciolto. Marcos ha fatto una partita non ideale per le sue caratteristiche ma nonostante questo è un ragazzo di palleggio e personalità, non si nasconde mai, vuole la palla anche con gli uomini addosso. Sono prestazioni che ci danno fiducia per il futuro. Siamo la squadra che corre di più e fa alta intensità, la Lazio sta bene e se sbaglia le partite lo fa mentalmente non fisicamente”.