Terremoto in Europa: da Salah a Lewandowski, i big pronti all’effetto domino

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:34

Il vento del calciomercato europeo è cambiato e i top club potrebbero scegliere di separarsi dai propri big: il futuro di Salah, Messi, Ronaldo, Mbappe, Lewandowski e gli altri

Non è esattamente una novità. È una tendenza che il calciomercato mondiale fa registrare da un anno a questa parte. Il problema semmai è stato riconoscere questa tendenza, abituati come siamo stati all’opulenza di ingaggi e cartellini, alla corsa al rialzo. Eppure proviamo a leggerli a posteriori i messaggi che già l’estate scorsa ci aveva mandato attraverso le più importanti storie di mercato dal mondo.

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Salah © LaPresse

Cristiano Ronaldo avrebbe voluto certamente tornare a Madrid, non a Manchester: Mendes sotto traccia ci ha provato, ma quell’ingaggio Florentino Perez non voleva più caricarselo. Alla fine la quadra è arrivata faticosamente con lo United: la Juve ha portato 14 milioni di impatto economico negativo sull’esercizio 2020-2021, Cristiano da 31 che guadagnava a Torino si è accontentato – sì, è ammessa la risata – di 23. E Messi. Le lacrime che fecero sorridere d’incredulità il mondo, forse un fondo di verità l’avevano.

Leo sarebbe molto volentieri rimasto al Barcellona che doveva però mettere mano ad una crisi finanziaria di importanti proporzioni e lui, la Pulce simbolo azulgrana, diventava lo strumento migliore per tamponare la situazione. Parigi è stata la soluzione condivisa fino ad un certo punto, Messi è andato dicendo “vinco la Champions e torno a Barcellona”. Non ha vinto la Champions, ora a Parigi hanno il problema che in virtù di un bonus fedeltà la stella argentina nella prossima stagione dovrebbe guadagnare 10 milioni in più. Con una opzione di rinnovo fino al 2024. Sembra che tutto questo non accadrà e che Leo davvero torni al Barcellona subito. Ma a che cifre?

Messi, Ronaldo e non solo: da Kane al tridente del Liverpool, i top club smobilitano

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Lewandowski © LaPresse

Potremmo andare avanti. Harry Kane sarebbe voluto andare al City, i suoi 12 milioni di ingaggio (migliorabili secondo il principio che ha sempre reso automatico il passaggio ‘cambi maglia, guadagni di più’) hanno fanno ristagnare l’operazione (oltre alla valutazione monstre del Tottenham). E Mbappe? Al Real sarebbe andato già da un anno, anche lì, le cifre non sono riuscite a tornare. E l’attesa dice che probabilmente non tornano ancora.

Ecco perché certe volte si arriva alle scadenze di contratto per consunzione. Tu non abbassi le pretese, la squadra che ti prende e strapaga il cartellino non è più facile trovarla, meglio dirsi addio alla fine del contratto. Chi può venirci in mente? Dybala… O Lewandowski che dice al Bayern “voglio cambiare aria” a un anno dalla scadenza del contratto e il club bavarese gli risponde qualcosa che somiglia a un “prego, si accomodi”. Manca solo chi sarà pronto a pagargli una ventina di milioni lordi a stagione.

E adesso vediamo cosa accadrà a Liverpool. Situazione curiosa in casa dei Reds, che forse potrebbero essere stati i primi a indicare la nuova strategia al mondo. Salah, Firmino e Mane, il trittico delle meraviglie, andranno tutti in scadenza tra un anno, nel giugno 2023. Cosa fa il Liverpool? Nel 2020 compra Jota, nel 2022 Luis Diaz: 100 milioni investiti per mettersi al riparo delle tre scadenze, per sentirsi meno ostaggio, per poter decidere. Tre trentenni potenzialmente in uscita, siamo sempre lì: Salah e Firmino partono da 12 milioni di euro a stagione ciascuno. Chi li prende? Vedrete, non sarà facilissimo come lo sarebbe stato una volta: il contratto a 18-20 milioni sarebbe piovuto dal cielo, forse anche con la possibilità di scegliere. E’ cambiato il vento. Può andare meglio a Mané che parte da 8-9. Queste sono le realtà, il tempo del fantacalciomercato – a colpi di miliardi negli Anni Novanta e di milioni ora – sembra davvero finito. Inizia quello delle intuizioni. Ma le star che vengono dall’opulenza e hanno davanti l’ultimo contratto, rischiano davvero di doversi accontentare. O aspettare che il contratto finisca. E ricominciare.

Giorgio Alesse