Covid, rinviata Arsenal-Tottenham ma Conte non ci sta: comunicato duro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:03

Il Covid continua a condizionare anche la Premier League, che vede rinviata l’ennesima partita di questa stagione: niente super derby

Il Covid continua a influire in maniera totale sul calcio europeo. Non solo in Italia, dove squadre come Udinese e Salernitana sono alle prese con un numero importante di casi positivi. Ma anche in Premier League la situazione è critica e non a caso in queste settimane sono state rinviate davvero parecchie partite.

conte tottenham arsenal rinvio
Antonio Conte © LaPresse

Alcune di queste molto pesanti, vedi il North London Derby tra Tottenham e Arsenal, uno dei match più attesi della stagione in Inghilterra. A renderlo noto sono stati gli stessi Spurs sul proprio sito ufficiale: “Siamo spiacenti di annunciare che il derby di domenica contro l’Arsenal è stato rinviato. Ciò fa seguito a una domanda dell’Arsenal alla Premier League sulla base di una combinazione di COVID, infortuni esistenti e recenti, e giocatori impegnati in Coppa d’Africa“.

Rinvio Arsenal-Tottenham: gli Spurs di Conte non ci stanno

conte tottenham arsenal rinvio
Conte © LaPresse

 

Dunque i Gunners ha chiesto alla Premier il rinvio non solo per i casi Covid, ma per tutte le assenze che quindi comprendono anche infortuni e assenze per impegni internazionali. Una decisione che crea un precedente e che infatti ha lasciato spiazzato il Tottenham:Siamo estremamente sorpresi che questa domanda sia stata approvata. Noi stessi siamo stati squalificati dalla Conference League a causa di numero significativo di casi COVID, che comportavano una riprogrammazione della partita, ma la nostra richiesta di spostare la partita di Leicester non è stata approvata. Solo per essere successivamente posticipata quando il Leicester ha presentato domanda”.

La polemica del club allenato da Antonio Conte è chiara e continua: “L’intenzione originale del protocollo era quella di occuparsi della disponibilità dei giocatori direttamente colpiti dai casi di COVID, non della disponibilità dei giocatori non correlata al COVID. È importante avere chiarezza e coerenza sull’applicazione della norma. Ancora una volta i tifosi hanno visto cambiare i loro piani con un preavviso inaccettabilmente breve”.