Stangata dalla FIFA, mercato bloccato per due sessioni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:01

Decisione pesante della FIFA, le irregolarità amministrative per un trasferimento costano il blocco per due sessioni di mercato

Autentico terremoto di mercato in seguito a una decisione della FIFA. L’organo del calcio mondiale interviene sospendendo un giocatore per un trasferimento irregolare, in arrivo sanzioni pesanti anche per il club di appartenenza.

Stangata dalla FIFA, mercato bloccato per due sessioni
Gianni Infantino © LaPresse

Il caso è scoppiato ieri in Coppa d’Africa, con la sospensione del calciatore arrivata, a sorpresa, pochi minuti prima dell’ingresso in campo. Una decisione che ha spiazzato tutti gli addetti ai lavori e per la quale si annunciano ripercussioni pesanti.

Senegal, Gueye sospeso dalla FIFA: guai in arrivo per il Marsiglia

Stangata dalla FIFA, mercato bloccato per due sessioni
Pape Gueye © LaPresse

Il giocatore coinvolto è Pape Gueye, centrocampista del Senegal e del Marsiglia. 24 anni il 23 gennaio, Gueye è stato sospeso, come detto, a pochi minuti dalla gara contro la Guinea, poi terminata 0-0, come ha confermato il CT del Senegal Aliou Cissè. Ulteriori dettagli si apprendono da ‘L’Equipe’, in Francia.

Secondo il quotidiano sportivo transalpino, Gueye sarebbe stato sospeso per quattro mesi in merito ad irregolarità nel suo trasferimento, avvenuto a luglio del 2020, all’OM. Il giocatore, che non aveva rinnovato il contratto con il Le Havre, avrebbe prima firmato un accordo con il Watford, cambiando poi idea e trasferendosi al Marsiglia. Il ricorso del club britannico avrebbe prodotto ora i suoi effetti e sarebbe stato riconosciuto, alla squadra ora allenata da Claudio Ranieri, anche un indennizzo di 2,5 milioni di euro. Per il Marsiglia, inoltre, sarebbe stato decretato un blocco per le due prossime sessioni di mercato, che entrerebbe in vigore a partire dalla finestra estiva. Il club di Longoria sarebbe già pronto a ricorrere al TAS, ma anche il Watford non sarebbe soddisfatto e si preparerebbe a ricorrere a propria volta, attendendosi un indennizzo ben superiore, pari a 10 milioni di euro.