Altri tre oriundi in Nazionale, Gravina: “Siamo a buon punto” | Ecco chi sono

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:58

In vista dei prossimi impegni della Nazionale, l’Italia potrebbe convocare tre nuovi calciatori naturalizzati

La nazionale italiana potrebbe presto arricchirsi di tre nuovi calciatori. Nella storia azzurra di oriundi se ne sono visti parecchi, sin dagli anni ’30, passando poi per Ghiggia, Da Costa, ma soprattutto Sivori, Angelillo e Altafini, fino ad arrivare a Camoranesi, Amauri, Ledesma, Osvaldo, Paletta, Thiago Motta, Vazquez, Eder, e ovviamente Jorginho e Toloi, campioni d’Europa.

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Gravina © Getty Images

A questa lunga tradizione di naturalizzati in Nazionale potrebbero presto aggiungersi altri tre calciatori. A rivelarlo è il presidente della Figc Gabriele Gravina, che ne ha parlato a margine del consiglio federale a Roma, partendo dalla possibilità relativa a Joao Pedro del Cagliari in vista del playoff per i Mondiali: “Il Club Italia si interessa a 360 gradi dei calciatori convocabili. Ora stiamo lavorando su tre posizioni e siamo a buon punto“, le parole riportate dal sito del ‘Corriere dello Sport’.

Gravina su Joao Pedro, Luiz Felipe e Ibanez: “Mancini deciderà se convocarli”

Joao Pedro
Joao Pedro © LaPresse

Non solo quindi il numero 10 e capitano del Cagliari, tra i brasiliani più prolifici degli ultimi anni. “Noi pensiamo a risolvere il problema formale, poi spetterà al ct Mancini valutare se chiamarli oppure no”, sottolinea Gravina. Che rivela la possibilità di altri due nuovi convocati, che potrebbero essere Luiz Felipe della Lazio e Roger Ibanez della Roma. Per il difensore biancoceleste si tratta di un vero e proprio dietrofront, dal momento che due anni fa aveva rifiutato la chiamata dell’Under di Gigi Di Biagio, annunciando di aver scelto il Brasile. Starà quindi al ct Mancini decidere, verosimilmente dopo lo stage di gennaio, se chiamarli per i playoff che decideranno le sorti dell’Italia.

Gravina ha parlato anche della questione Super Greenpass: “Condivido l’impostazione del governo italiano, è l’unica modalità per portare avanti la tutela e la difesa del nostro 75% di capienza negli stadi. Giocatori no vax? Dobbiamo evitare decisioni a macchia di leopardo, se ci fosse un numero che potesse mettere a rischio la messa in sicurezza del sistema calcio chiederemmo un provvedimento ad hoc al Governo. Abbiamo il 95-96% di vaccinati. Quelli che mancano prevalentemente sono calciatori stranieri con vaccini non riconosciuti”.