PAGELLE CM.IT | Roma regina del calciomercato. Brava Inter, che flop la Juventus!

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:02

Da Inter e Juventus a Roma e Milan passando per Napoli e Lazio: le pagelle della sessione estiva di calciomercato

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Hotel Sheraton (Foto CMIT)

Atalanta 7.5 – Impreziosita dai colpi Koopmeiners, Demiral Musso, la campagna trasferimenti dell’Atalanta merita un voto alto anche in uscita. La cessione di Romero è stata un capolavoro a livello di cifre, ma tra i meriti della dirigenza orobica va menzionata anche la coerenza mostrata sul fronte Muriel Zapata.

Bologna 6 – Poche operazioni, ma mirate: Mihajlovic avrà a disposizione una rosa che conosce bene con un paio di ritocchi nell’undici titolare. Parte un solo big: Tomiyasu va all’Arsenal e viene rimpiazzato in difesa da Bonifazi. Il colpo arriva in attacco: torna in Italia l’austriaco Arnautovic, comparsa della famosa Inter del Triplete nel 2010. L’investimento importante, sempre nel reparto offensivo, è stato fatto per riscattare Barrow dall’Atalanta. C’è curiosità per il figlio d’arte van Hooijdonk. L’obiettivo di una salvezza tranquilla sembra ampiamente alla portata.

Cagliari 5.5 – Aver trattenuto i pezzi pregiati è già una gran cosa: da Joao Pedro a Cragno passando soprattutto per Nandez, tutti avevano ingolosito le big italiane e straniere. Il mercato però non è stato il massimo: l’innesto di prestigio è Strootman che però ha 31 anni, in difesa si lancia il giovane Carboni ma forse manca qualcosina. Grande curiosità per il colpo last-minute Keita Balde, che va a completare la batteria degli attaccanti: le ultime stagioni non sono state indimenticabili ma ha ancora 26 anni e in Sardegna può davvero trovare la sua dimensione.

Empoli 6.5 – Quella toscana è, probabilmente, la neopromossa che meglio si è mossa sul mercato. Cutrone e Tonelli rappresentano due colpi di assoluto spessore, così come Zurkowski e Luperto, calciatori che hanno già avuto un approccio con la Serie A. Interessante la coppia d’attacco composta da Cutrone e Pinamonti, l’incertezza è rappresentata dal ruolo del portiere.

Fiorentina 7 – Nonostante le difficoltà derivanti da un finale di stagione amaro e dal caso Gattuso, la Fiorentina si è resa protagonista di un mercato intelligente e oculato. Il fiore all’occhiello è sicuramente rappresentato da Nico Gonzalez, ma anche gli innesti di Odriozola Torreira potrebbero rivelarsi molto producenti. Voto alto anche per il rinnovo di Milenkovic e per la coerenza mostrata nella gestione del caso Vlahovic.

Genoa 6 – Che dire: il Genoa è il solito andirivieni di calciatori in entrata e in uscita. Ogni anno una rivoluzione che manda all’aria tutte le certezze e crea più di un problema agli allenatori. Sirigu innesto di valore così come Hernani, tutti da scoprire Vanheusden ed Ekuban, mentre a sinistra sta dando ottime sensazioni il giovanissimo Cambiaso, in gol contro il Napoli. Ottimi però i colpi Maksimovic e Caicedo sul rettilineo finale: due innesti che alzano l’asticella e danno ai rossoblu la sufficienza, pur con qualche perplessità. Il problema è sempre lo stesso: rispetto allo scorso anno sono cambiati almeno 6-7 titolari. Quanto pagherà a lungo termine questa scelta?

Inter 7 – Ha risposto meglio di come ci si aspettava alle cessioni pesantissime e inevitabili, passate sopra la testa di Marotta e Ausilio per i motivi che tutti sappiamo, di Hakimi e Lukaku. Dzeko, Dumfries, ancor prima Calhanoglu per sopperire alla perdita (si spera momentanea) di Eriksen, infine Correa: quattro colpi che completano e rinforzano l’organico, secondo i desideri di Inzaghi. L’Inter è più debole (nell’undici) rispetto alla scorsa stagione, ma nonostante i problemi è rimasta più che competitiva per lo Scudetto.

Juventus 4.5Kean (e l’acerbo Kaio Jorge) non bastano per sostituire un fuoriclasse del calibro di Cristiano Ronaldo. Il club bianconero, in più, è costretto a registrare una minusvalenza su CR7. Cherubini e la dirigenza si sono fatti trovare impreparati dall’addio di Ronaldo, che spingeva da mesi per lasciare Torino. Ad Allegri manca un centravanti di livello internazionale e anche un centrocampista che sappia dettare i tempi di gioco, nonostante l’arrivo di Locatelli dopo un’estenuante trattativa col Sassuolo. Pesa sul giudizio negativo, inoltre, la mancata cessione di Ramsey, con la Juve costretta a sacrificare Demiral in difesa. Tante incognite e incertezze: dovrà essere soprattutto Allegri, tornato dopo due anni sotto la Mole, a cercare di fare la differenza in panchina.

Lazio 7 – Gli acquisti di Felipe Anderson e Pedro sono mirati e funzionali al credo tattico di Maurizio Sarri. Basic completa il centrocampo, mancherebbe all’appello un difensore centrale. Zaccagni è, almeno temporalmente, il sostituto di Correa, ceduto all’Inter. Per l’arrivo del jolly del Verona al fotofinish, dopo l’illusione Kostic, è stato necessario l’intervento in prima persone del presidente Lotito. La partenza di Caicedo al Genoa spalanca a Muriqi il ruolo di vice Immobile, punto inamovibile insieme agli ormai veterani Milinkovic e Luis Alberto.

Milan 6– Dare un voto al calciomercato del Milan non è per nulla facile. Gli addii di Calhanoglu e Donnarumma, a zero, pesano come macigni sul giudizio finale ma è innegabile – come ha già dimostrato il campo nelle prime due partite – che la squadra di Stefano Pioli sia più forte rispetto alla passata stagione. Merito del tecnico, certamente, ma anche dei nuovi acquisti: non può essere sottovalutato il fatto che il Milan abbia finalmente un’alternativa all’altezza a Zlatan Ibrahimovic. Giroud è diventato subito protagonista, con personalità, qualità e gol. L’upgrade rispetto a Mandzukic è enorme. Sulla bilancia delle cose positive vanno messe certamente anche gli acquisti a titolo definitivo di Tomori e Tonali, che saranno fondamentali per il presente e il futuro. Lo sarà, nell’immediato, anche Brahim Diaz, che di fatto raccoglie l’eredità di Calhanoglu, dopo un anno di apprendistato. Bene anche l’acquisto di Maignan, che ha subito convinto tutti. Florenzi, Ballo-Toure e Bakayoko sono elementi di esperienza, che allungano la rosa (si spera possa farlo anche Pellegri). Il giudizio su Messias resta sospeso.

Napoli 6Juan Jesus ed Anguissa non possono esaltare la piazza. I tempi, però, sono tosti, De Laurentiis, dopo esser stato uno dei pochi ad investire senza cessioni eccellenti nelle ultime sessioni (Lozano ed Osimhen superno i 100 milioni di investimento) ha chiuso i rubinetti. La rosa è abbondante, anche se manca una vera alternativa a Mario Rui sulla sinistra, in attesa della speranza Ghoulam. Inoltre, a gennaio, la Coppa d’Africa proverà il Napoli di 4 giocatori, di cui due titolari (Koulibaly ed Osimhen). Resta irrisolto il caso del rinnovo di Insigne, se ne riparlerà nei prossimi mesi. Nell’alveo della spending review imposta dall’alto, a Spalletti non è andata benissimo: ma, poteva andare molto peggio.

DIRETTA Salernitana-Roma | Formazioni ufficiali e cronaca
José Mourinho © Getty Images

Roma 8 – Regina del calciomercato italiano, la Roma si è resta protagonista di un’estate molto movimentata. Sfruttando l’onda lunga dell’effetto Mourinho, la dirigenza giallorossa è riuscita a piazzare dei colpi molto interessanti, con il fiore all’occhiello rappresentato da Tammy Abraham. Da apprezzare anche la capacità di reazione agli imprevisti, ben incarnati dall’infortunio di Spinazzola agli Europei. La nota dolente? La cessione di Pedro alla Lazio. Non tanto per la perdita del giocatore, già fuori dai piani di Mourinho, quanto per il possibile impatto sulla corsa Champions. Lo spagnolo è infatti una richiesta di Sarri e, con la maglia biancoceleste, si sta già esprimendo a buonissimi livelli. Sempre sul fronte uscite: giusto accontentare Dzeko, ma dopo l’incasso da 115 milioni per Lukaku i giallorossi avrebbero dovuto pretendere un piccolo indennizzo per l’addio del bosniaco fortemente voluto da Inzaghi.

Sampdoria 5.5 – Un mercato che si è mosso troppo tardi quello del Doria. Allenatore ufficializzato a inizio luglio, direttore sportivo alla fine del mese scorso. A gravare sul bilancio i riscatti di Torregrossa e La Gumina, oltre Candreva: dopo la cessione di Jankto, inaspettata, Faggiano ha iniziato a muoversi molto tardi cercando di apportare le modifiche necessarie alla rosa di D’Aversa, ma senza riuscire a concludere gli acquisti sperati. I colpi sono arrivati tutti nell’ultima giornata con l’arrivo di Caputo, ottimo in chiave attacco: farà rifiatare Quagliarella, darà alternative in avanti con Gabbiadini non sempre al meglio della condizione e coprirà il buco lasciato da Caprari, andato al Verona. Dalla Juventus arrivano due giovanissimi: Dragusin, che però rischia di trovare poco spazio tra Colley, Yoshida, Chabot e Ferrari, e Ihattaren, buon jolly per il reparto offensivo di D’Aversa. La coperta è un po’ corta a centrocampo, ma con una sola competizione starà al tecnico far girare tutto al meglio. Le idee sono sembrate un po’ confuse, in ogni caso, con delle mosse alla rinfusa alla ricerca dell’ultimo colpo possibile.

Salernitana 5.5 – Il colpo Simy fa rumore, ma potrebbe non bastare: tante incognite tra difesa e centrocampo rischiano di rendere ancora più complicata la missione di mister Fabrizio Castori. Positivi gli arrivi di giovani di talento come Zortea e Ruggeri, ma sarebbe servita maggiore esperienza in tutte le zone del campo.

Sassuolo 6.5 – Un mercato strano, per il Sassuolo del neo tecnico Dionisi. L’impresa è stata soprattutto trattenere tutti i gioielli di casa e sacrificare il solo Locatelli, che aveva decisamente puntato i piedi, è già tanta roba. Al suo posto due talenti come Frattesi e Matheus Henrique che probabilmente non lo faranno rimpiangere, in avanti alla fine è rimasto anche Scamacca e ora l’allenatore avrà l’imbarazzo della scelta. Bene così: a Dionisi il compito di continuare sulla (meravigliosa) scia tracciata da De Zerbi.

Spezia 6 – L’ultima sessione di mercato prima dello stop alle trattative in entrata è stata rivolta al futuro. Gli arrivi di Bourabia, Ellertsson, Léo Sena vanno in questa direzione ma, soprattutto dopo il divorzio con mister Italiano e l’arrivo di Thiago Motta, la rosa andava rinforzata con qualche altro elemento di esperienza.

Torino 6 – Osso durissimo, Ivan Juric. Un vero “toro”, ma le sue proteste alla fine sono state parzialmente accolte. Praet e Brekalo al fotofinish sono due colpi che cambiano volto alla squadra, Zima in difesa è un prospetto interessantissimo ma tutto da verificare. Poi ci sono Verdi e Pjaca da rigenerare e alla fine è rimasto Belotti: non era per niente scontato. Tutto sommato, a conti fatti, l’ex mister del Verona non farà salti di gioia ma quantomeno può smettere di sentirsi defraudato. Questo Torino è incompleto ma interessante. Col carattere del suo allenatore può togliersi qualche sfizio.

Udinese 5.5 – Ceduti i due gioielli argentini che vanno a fare la Champions: il portiere Musso all’Atalanta ed il fantasista De Paul all’Atletico Madrid. Tra i pali è arrivato l’usato sicuro’: Silvestri dal Verona. Per il resto, come da politica della famiglia Pozzo, si è deciso di puntare sui giovani. Dal difensore centrale Perez (in prestito) al terzino destro Soppy dal Rennes e, soprattutto, il trequartista Samardzic dal Lipsia, entrambi classe 2002. Dai ‘cugini’ del Watford, invece, il centravanti nigeriano Success: i friulani si augurano che per lui valga la locuzione latina ‘Nomen Omen’.

Venezia 6 – Busio e Sigurdsson potrebbero essere le sorprese, Caldara ed Okereke le certezze. Il mercato del Venezia passa per molte scommesse inserite nel contesto di una squadra ben collaudata, reduce da una vera e propria impresa sportiva. Anche in questo caso, l’assenza di esperienza potrebbe pesare molto alla lunga.

Verona 5 – Ha perso l’allenatore, che già da solo era una garanzia. Ha perso Silvestri, ha perso Dimarco, ha perso Zaccagni, e il campionato non è iniziato nel migliore dei modi. Tanta roba l’acquisto definitivo di Ilic, ma potrebbe non bastare: sarà difficile confermare le ultime due stagioni, anche perché la squadra ha perso tanto e ha guadagnato obiettivamente meno, tra Caprari, Simeone e Frabotta. Staremo a vedere.