Spagna, Luis Enrique: “Vorrei che ci fosse Spinazzola. Laporte ha recuperato”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:48

Arrivano le parole di Luis Enrique in conferenza stampa il giorno prima di Italia-Spagna, semifinale di Euro 2020

Luis Enrique, commissario tecnico della Spagna, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida con l’Italia: “Laporte è recuperato, Sarabia no. Impossibile sottovalutare la partita, essere in semifinale è una grande occasione. I giocatori avranno tempo per pensare al match. C’è un grande obiettivo e dovremo essere al 100%. Noi siamo tra i migliori come possesso, ma anche l’Italia vogliono dominare il gioco. Noi preferiremmo avere più possesso palla, loro sono bravi anche quando non hanno il pallone e si è visto”.

Spagna – “Non so se sia fame, ma la voglia di far parte dei titolari è stato un buon approccio, tante buone squadre hanno questa caratteristica. Dovremo limare i nostri difetti. Questa fame è sinonimo di voglia di fare cose importanti. Ho sentito il supporto da parte della dirigenza, è un piacere essere il cct della nazionale. Ho un contratto fino alla fine del Mondiale, spetta agli altri giudicare la mia esperienza, io sono tranquillo sul mio lavoro”

Sulla rosa – “I giocatori cambiano a prescindere da dove giochino e dal loro nome. L’ho sempre provato a fare da quando sono diventato il ct. I leader importanti per le vittorie sono quelli che giocano, nel gruppo ce ne sono tanti. Se dovessimo andare in finale, sarebbe merito loro”.

Su Bonucci e Chiellini – “Sono giocatori importanti, che hanno esperienza, ma io non faccio la squadra in base all’avversario. Mi piacerebbe che ci fosse Spinazzola, più giocatori bravi sono in campo, meglio è per il calcio”.

Sull’esperienza in Italia – “Sono stato io a voler andare via, la Roma mi voleva ancora. Non c’è rivincita, l’Italia mi piace tanto e cerco sempre di visitarla. E’ bello giocare contro di loro, sarà un piacere anche quando lo faremo in Nations League. Ho sentito De Rossi 2-3 settimane fa, sono contento di salutarlo di nuovo. Alla Roma eravamo più giovani e cercavo sempre di fare un calcio offensivo, è la mia identità. Se domani dovesse vincere l’Italia, tiferò per loro in finale”.