Olimpiadi, rischio sanzioni all’Italia | Petrucci: “Onta troppo grave!”

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Gianni Petrucci ©Getty Images

Gianni Petrucci, presidente Federbasket, ha parlato delle possibili sanzioni all’Italia dal Cio in vista delle Olimpiadi

Italia a rischio sanzioni dal Cio in vista delle prossime Olimpiadi. Il Comitato olimpico internazionale potrebbe sanzionare il movimento sportivo tricolore per violazione della Carta olimpica che prevede che il proprio comitato (Coni) sia autonomo. Gianni Petrucci, presidente della Federbasket ed ex presidente del Coni, ha rilasciato alcune dichiarazioni: “E’ veramente grave e i casi sono due: o non c’è la volontà o non c’è autorità. Dobbiamo essere umiliati perché non si è ancora data completa autonmia al Coni. Non si è messo mano a una cosa semplicissima. Sono misteri questi. Per cambiare lo sport bisogna conoscerlo – spiega a ‘Radio anch’io sport’ – Si dia l’autonomia al Coni. Non riesco a capire perché negli interventi al Governo non sia mai uscita la parola sport. Non c’è la cultura sullo sport. In tutti gli interventi di tutti i partiti non è mai uscita la parola sport”.

Petrucci ha proseguito: “Italia come Russia e Bielorussia? Io non credo che si arrivi a tanto, credo ci sia un minimo di buona volontà. Per un decreto legge non ci vuole nulla, si fa. E’ una cosa semplicissima. Ripeto: o non c’è la volontà o non c’è autorità. Li avete visti i risultati dello sporto italiano? Sono straordinari! Non c’è proprio attenzione, siamo veramente scoraggiati. Ma nonostante questo io resto ottimista. Dobbiamo cambiare le strutture, dobbiamo fare delle rivoluzioni. Io vengo dal calcio, dobbiamo cambiare e vogliamo fare delle riforme. Le federazioni devono fare delle riforme. Faranno un consiglio dei ministri tra oggi e domani, sarebbe un’onta troppo grave”.

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Infine, un pensiero sui sei cambi della Roma nel recente match contro lo Spezia: “E’ veramente impossibile, difficile. Non so di chi siano le responsabilità. Oggi con le organizzazioni che hanno le società è veramente difficile. E’ difficile pensare come sia successo ma è successo”.