I ricordi di Mourinho: “All’Inter come fratelli, ma il treno Real Madrid passa una volta…”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:46
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Jose Mourinho (Getty Images)

Jose Mourinho è tornato a parlare della sua avventura all’Inter, i retroscena del sì al Real Madrid e la sera della vittoria della Champions

Jose Mourinho ripercorre la sua carriera in una nuova serie targata Netflix, ‘Parola di allenatore’. Il tecnico portoghese, attuale manager del Tottenham, dopo aver parlato di Porto e Chelsea è ovviamente tornato a raccontare anche l’esperienza storica all’Inter: “Sono stato davvero felice in quei due anni nel club e con quel gruppo di giocatori. Eravamo sulla stessa lunghezza d’onda, eravamo come fratelli. Per cinquant’anni l’Inter ha inseguito la Champions League, sapevo che quell’anno dovevo vincere per i miei ragazzi“.

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Mourinho © Getty Images

Inter, Mourinho: “Real Madrid imperdibile, ma se fossi salito su quel pullman…”

Lo Special One spiega anche i motivi e le sensazioni che lo hanno portato ad accettare la corte della Casa Blanca: “Durante il torneo ho ricevuto un’offerta davvero importante dal Real Madrid. Lì avrei dovuto affrontare la più grande sfida per qualsiasi allenatore o giocatore, vale a dire cercare di battere la squadra più forte, il Barcellona. Dovevo prendere una decisione. Certi treni non passano due volte, così ho pensato che la cosa migliore da fare per la mia carriera fosse accettare. Sono un uomo molto emotivo, ma ho cercato di incanalare quell’emozione per prendere quella grande decisione”.

Poi sulla finale storica di Madrid contro il Bayern Monaco: “Quella sera abbiamo vinto la Champions League, è stato un momento incredibile per tutti noi. Ma fin dall’inizio della carriera, il mio sogno è sempre stato quello di vincere il titolo in ciascuno dei tre campionati di calcio più importanti d’Europa. Alla fine della partita non volevo andare negli spogliatoi, non volevo salire sul pullman e tornare a Milano insieme ai miei giocatori, se lo avessi fatto non sarei mai andato al Real Madrid. Così ho cercato di scappare, ma ho visto uno dei giocatori fuori dal pullman (Materazzi, ndr), non potevo non fermarmi. Nessuna parola, non ricordo nessuna parola”.