Gasperini shock: “Ho avuto il coronavirus, ho pensato alla morte”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:43
gasperini atalanta coronavirus
Gian Piero Gasperini (Getty Images)

Gian Piero Gasperini si racconta a cuore aperto, svelando di aver avuto il coronavirus e spiegando le sue sensazioni

Gian Piero Gasperini senza filtri. L’allenatore dell’Atalanta, che ha vissuto e sta vivendo questa epidemia nella città più colpita insieme a Brescia, si racconta a ‘La Gazzetta dello Sport’ in un’intervista in cui svela alcuni particolari shock: “Il giorno prima della partita a Valencia stavo male, il pomeriggio stesso stavo ancora peggio. Era il 10 marzo, poi nei giorni seguenti ho dormito poco, stavo a pezzi. Ogni due minuti un’ambulanza, vicino un ospedale, sembrava di stare in guerra. E di notte pensavo: se vado lì dentro cosa mi succede? Non posso andarmene ora, ho tante cose da fare”.

asperini atalanta
Gian Piero Gasperini (Getty Images)

Gasperini rivela: “Ho avuto il coronavirus, non avevo più il senso del gusto”

Il racconto di Gian Piero Gasperini prosegue: “Poi il 14 mi sono allenato duramente e stavo molto bene. Il giorno dopo, però, il nostro chef ci ha portato colombe e Dom Perignon, ma per me erano come acqua e pane. Avevo perso il gusto. Senza febbre non ho mai fatto il tampone, ma dieci giorni fa i test sierologici hanno confermato che ho avuto il Covid-19. Ho gli anticorpi, che non vuol dire che ora sono immune”. L’allenatore dell’Atalanta cammina insieme ai cittadini di Bergamo: “Si respira dappertutto una tristezza profonda, qui è stato il centro del male. Mi sembra assurdo: il picco storico di felicità sportiva è coinciso con il dolore più grande della città. Oggi mi sento ancora più bergamasco“.

Tutte le news di calciomercato e non solo: CLICCA QUI!

I tifosi dell’Atalanta, come quelli di altre squadre, protestano contro la ripresa: “Ripartire è amorale? Ho visto gente cantare sui balconi d’Italia mentre Bergamo caricava sui camion le proprie bare. Non l’ho considerato “amorale”, ma una reazione istintiva. L’Atalanta può aiutare Bergamo a ripartire, nel rispetto del dolore e dei lutti. Ci vorrà tempo per la gioia in piazza e all’aeroporto, ma i bergamaschi sono brace sotto la cenere. Piano piano tornerà tutto. Più di un giocatore ha perso peso, che può anche essere la spia di un disagio psicologico. Difficile intuire il sommerso emozionale di tutti. Qualcuno aveva la famiglia lontana. Di sicuro la squadra è rimasta connessa con la sofferenza di Bergamo e la porterà in campo”.