Coronavirus, Conte in conferenza: “Accettiamo il rischio o non ripartiremo mai”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:26
Conte
Giuseppe Conte

Ritorna a parlare il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che in conferenza stampa si sofferma sulle prossime mosse. 

ROMA – Dalla prossima settimana la fase 2 in Italia entra in un momento topico. Per questo motivo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è intervenuto in prima persona questa sera in conferenza stampa, entrando nel merito della questione. Seguilo in diretta con noi. Per le ultime notizie sul calciomercato del campionato italiano di Serie A e non solo—>clicca qui!

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“La curva ci indica che gli sforzi fatti hanno avuto successo. Serve che anche gli enti locali si assumano la propria responsabilità. Le Regioni dovranno essere puntuali nel fornire i dati e collaboreranno per far applicare le regole di distanziamento in tutte le attività economiche e sociali. Per questo le abbiamo coinvolte. Stiamo affrontando un rischio calcolato: i principi restano gli stessi. Stiamo affrontando questo rischio e dobbiamo accettarlo, altrimenti non potremo mai ripartire, dovremmo aspettare la scoperta e la distribuzione del vaccino: non ce lo possiamo permettere”.

Il premier poi illustra i contenuti nel decreto: “Nessuna limitazione all’interno della propria regione, via l’autocertificazione. Si potrà andare dove si vuole, riprendere anche la vita sociale, riprendere gli incontri con gli amici. Rimane il divieto di uscire per chi è positivo, è in quarantena o ha sintomi da Covid-19. Resta il divieto di creare assembramenti in luoghi pubblici. Si dovrà rispettare la distanza di un metro e raccomandiamo di portare con sé la mascherina che è obbligatoria in alcuni luoghi. Gli spostamenti tra regioni resteranno fino al 3 giugno: se i dati resteranno incorragianti potremo tornare a spostarci in tutta Italia e sarà anche possibile tornare ad arrivare in Italia senza quarantena”.

Per le attività Conte dice: “Riapriranno le attività al dettaglio: negozi, ristoranti, bar, centri estetici. Ma le Regioni dovranno accertare che la curva sia sotto controllo. La stessa cosa vale per gli stabilimenti balneari, così come le funzioni liturgiche. Riprendono anche gli allenamenti degli sport di squadra, quindi anche quelli del calcio. Riaprono dei musei. Dal 25 maggio riaprono anche palestre, dal 15 giugno sarà a disposizione dei nostri bambini un ventaglio di offerte varie e riapriranno cinema e teatri”.

Sui problemi economici Conte dice: “Non ci possiamo permettere di fermarci. Adesso più che mai dobbiamo correre e far correre all’economia del Paese. Adesso ci dedicheremo al decreto sulle semplificazioni per rendere più rapidi e trasparenti alcuni passaggi, in modo da accelerare la crescita economica e sociale. Poi penseremo ad altri interventi per un’Italia più verde, più digitale, più inclusiva”.

Conferenza Conte, questione tracciamento e mascherine

Sono stati acquistati dei test, poi partirà nei prossimi giorni la sperimentazione dell’app Immuni. Per raggiungere un campione significativo della popolazione servirà del tempo, ma già con questi numeri avremo indicazioni importanti”.

ASSETTO STATO – “Dopo l’emergenza dovremo fare una riflessione. Sicuramente un rapporto tra Stato e Regioni mostra delle difficoltà. Se non ci fosse stata la disponibilità ad andare oltre le polemiche… è chiaro che è un assetto che va valutato. Passata l’emergenza sarà giusto fermarsi a riflettere e valutare con tutte le forze politiche se è possibile migliorare qualcosa”.

TESSUTO INDUSTRIALE – “Le piccole e medie imprese sono la nostra forza: piccolo è bello, ma se si consolida è ancora più bello. Nel Decreto Rilancio soprattutto per le piccole e medie imprese ci sono tante agevolazioni per la ricapitalizzazione, per favorire il consolidamento. E’ quella è la strada per essere più competitivi. Poi dobbiamo difendere i nostri campioni con interventi mirati di sostegno e rilancio. Lo Stato può e deve intervenire, seppur in un periodo transitorio”.

CRIMINALITA’ – “C’è preoccupazione ma abbiamo predisposto numerosi provvedimenti per aiutare i cittadini”.

DATI PER RIAPERTURE – “E’ stato presentato questo piano nazionale di monitoraggio: non mi risulta che in altri Paesi abbiano un sistema così puntuale. E’ anche questo piano che ci permette di affrontare con fiducia questa fase. Qui non c’è nessuno scarico di responsabilità: abbiamo predisposto un piano articolato, ci sono una ventina di parametri che danno delle tabelle. In questo momento la Lombardia è tra le Regioni che sta affrontando una prova più difficile rispetto agli altri: consiglio ai lombardi di essere particolarmente attenti, di affidarsi al principio dell’autoprotezione.

Per il rapporto tra Stato e Regioni, noi in questo momento non abbiamo motivo alla Lombardia di dire non aprire. Ogni Regione può decidere misure ampliative o restrittive. Lo Stato ha funzione di vigilanza o coordinamento: se dovessimo vedere che la curva epidemiologica, siamo pronti ad intervenire. Lo farà il presidente Fontana, che è una persona responsabile, ma in ogni caso c’è una clausola di salvaguardia che consente al Governo di intervenire. La faccia quando si tratta di prendersi la responsabilità, questo Governo la mette sempre”.

AGEVOLAZIONI FISCALI – “Ne concediamo già tante. Abbiamo introdotto anche una moratoria per i finanziamenti. A me piacerebbe due-tre anni bianchi fiscali, ma avremo un grave ammanco nelle casse dello Stato e non ce lo possiamo permettere”.

DECRETO RILANCIO – “Il decreto Cura Italia è in fase di conversione, il decreto rilancio confido che va domani vada in Gazzetta Ufficiale. L’accordo politico c’è, ora tocca ai tecnici lavorare: si tratta di 250 pagine”.

FIAT – “Se può beneficiarne è perché è inserito nel decreto, non è un privilegio. Parliamo comunque di società che sono in Italia, fabbriche italiane, occupano tantissimi lavoratori e lavoratrici in Italia. Questo problema lo affronteremo nel decreto semplificazione. Il problema è rendere più attraente il nostro ordinamento giuridico. Stiamo lavorando a quello. Stiamo introducendo modifiche societarie per scongiurare questa maggiore competitività di altri paesi dell’Ue che per me è inaccettabile. Ci sono anche agevolazioni fiscali: non dobbiamo dare più concedere questi vantaggi ai paesi competitor, stiamo lavorando a questo”.

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