SPECIALE CM.IT – Stadi: età, spettatori, ricavi, perché l’Italia ‘perde’

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:16

Speciale di Calciomercato.it sulla situazione degli stadi in Serie A: prima puntata

SPECIALE STADI ITALIANI / Gli stadi italiani sono troppo vecchi, troppo poco all'avanguardia, troppo vuoti e troppo poveri di servizi. Il confronto con l'estero non regge. Quante volte abbiamo sentito queste frasi? Ma sarà vero? Andiamo a scoprirlo con lo speciale di Calciomercato.it dedicato agli stadi italiani: la prima puntata è dedicata ai dati sugli impianti della Serie A e dei principali campionati europei. 

Di vero, certamente, è che la maggior parte degli impianti della nostra Serie A non sono recenti. Ad eccezione dello Stirpe di Frosinone, inaugurato nel 2017 e della Sardegna Arena, anch'essa costruita nello stesso anno (ma si tratta di un impianto temporaneo), dal 2010 ad oggi l'unico stadio nuovo è l’Allianz di Torino, inaugurato nel 2011. Completamente ristrutturato con inaugurazione nel 2016 lo stadio Friuli. Dei primi cinque stadi di Serie A, quattro sono stati costruiti prima degli anni '60 (Franchi, Meazza, Olimpico di Roma e San Paolo).

Ben nove sono gli impianti italiani costruiti prima del 1950. Soltanto cinque degli stadi di Serie A sono di proprietà dei club: il Mapei Stadium (di proprietà della Mapei, a sua volta proprietaria del Sassuolo), l'Allianz Stadium di Torino, poi la Dacia Arena di Udine, lo Stirpe di Frosinone e, per ultimo, lo stadio Atleti Azzurri d'Italia di Bergamo, recentemente acquistato dall'Atalanta. La cifra è parecchio inferiore rispetto a quella del resto d’Europa. In Spagna sono addirittura 16 su 20 gli impianti di proprietà nella massima serie, in Inghilterra 15, 9 in Germania, 8 in Olanda e 7 in Belgio.

Anche dal punto di vista anagrafico, che sia data di inaugurazione o di ristrutturazione, la situazione in Spagna è diversa. Salvo squadre 'storiche' della Liga, i club cosiddetti 'piccoli', hanno dovuto effettuare cambiamenti e lavori e i loro stadi sono di capienza piuttosto limitata. Due impianti, quelli di Eibar e Huesca, non arrivano neppure ai 10 mila posti. Le due società, insieme a Leganes e Girona, hanno dovuto effettuare lavori su richiesta della LFP. Al Montilivi di Girona è stata realizzata una sala stampa, rinnovato l'impianto di illuminazione e ampliato lo stadio fino a 15 mila posti. Ma oltre alle 'piccole', anche le altre si sono mosse e attivate per rinnovamenti o nuovi stadi. Nel 2015 è stato rinnovato il Balaidos di Vigo, quattro anni prima il Bernabeu. L'episodio più rilevante è l'intervento al Benito Villamarin di Siviglia, ampliato nel 2016 con la costruzione del secondo anello sopra il “Gol Sur”, aumentando la capienza fino a 60.720 spettatori e facendolo diventare il più grande stadio dell'Andalusia e il quinto più grande di Spagna. Due invece sono i nuovi stadi, veri e propri gioiellini: il Wanda Metropolitano di Madrid e il nuovo San Mames di Bilbao.

Costruito nel 2013, proprietario è la San Mames Barria S.L., una compagnia creata da Athletic Bilbao, dall'organo di governo dei Paesi Baschi, dal Governo Basco, dal Comune di Bilbao e dalla banca BBK. Nel 2018 ha ospitato la finale di Rugby Champions Cup. Nel 2020 sarà una delle sedi dell'Europeo. L'altro gioiellino è il Wanda Metropolitano. Ex stadio Olimpico di Madrid, dal 2017 è di proprietà dell'Atletico. Quest'anno ospiterà la finale Champions (67.703 posti a sedere) e a settembre è stato nominato migliore stadio del 2018 agli WFS Industry Awards.

La differenza salta ancora più agli occhi nel confronto con la Germania. Dei 18 club di Bundesliga, nove giocano in uno stadio costruito nel nuovo millennio, ma diventeranno dieci visto che il Friburgo nel novembre 2018 ha ricevuto l’autorizzazione per un nuovo stadio. Il nuovo impianto avrà una capacità di 34mila posti: l'obiettivo è inaugurarlo entro il 2020. Ovviamente un grande peso hanno avuto i Mondiali 2006 con molti stadi costruiti/rinnovati per l'occasione. Dall’Im Borussia Park di Mönchengladbach, inaugurato nel 2004, alla Commerzbank-Arena di Francoforte, costruita addirittura nel 1925, ma ristrutturato nel 2005. Grazie a recenti lavori di ristrutturazione, è l’unico stadio della Bundesliga ad avere una tenda ad assetto variabile per coprire il campo in caso di pioggia. I veri gioielli sono però il Signal Iduna Park di Dortmund e l'Allianz Arena di Monaco. Il Signal Iduna Park è stato inaugurato nel 1974 per i Mondiali, rinnovato più volte, l’ultima nel 2006 a seguito dei Mondiali. Oggi è lo stadio più grande di Germania. Costo delle ristrutturazioni 200 milioni di euro. Il club fu sull’orlo del fallimento nel 2005 e da allora si chiama Signal Iduna, nome che resterà sino a 2021: i fondi versati dalla società assicurativa per far sì che lo stadio avesse il suo nome, hanno coperto parte dei debiti della società. L'Allianz di Monaco invece è stato inaugurato nel maggio 2005. Oltre al Bayern ci ha giocato per anni anche il Monaco 1860. Le due squadre si sono divise a metà i costi della costruzione. Il Monaco 1860, che era inizialmente comproprietario dell'impianto, ha venduto le sue quote dello stadio al Bayern Monaco per 11 milioni di euro nell'aprile del 2006 a seguito di gravi difficoltà economiche. Tuttavia i due club si sono accordati affinché il Monaco 1860 potesse continuare a giocare nell'impianto. Nel 2017 il Monaco 1860 ha cambiato il proprio stadio. Il gruppo Allianz, una grande industria finanziaria, ha comprato i diritti sul nome per 30 anni. Tra gli stadi di proprietà ci sono poi la WWK Arena di Augsburg, inaugurata nel 2009 da circa 30mila posti, ma anche la Wirsol Rhein Neckar Arena, stadio dell’Hoffenheim, da 36 mila posti in una città da 35mila.

In Inghilterra molti stadi sono stati edificati addirittura nel XIX secolo, ma sono stati rimodernati e approfonditi continuamente e periodicamente. Basti pensare a Stamford Bridge. L'impianto del Chelsea è stato costruito nel 1877 e successivamente ammodernato più volte. I due stadi di Liverpool sono stati inaugurati rispettivamente nel 1892 (Goodison Park, casa dell’Everton) e nel 1884 (Anfield, casa dei Reds). Quest'ultimo però è stato rinnovato nel 2016 ed è uno dei tanti stadi di proprietà visto che appartiene alla Fenway Sports Group, cordata proprietaria dei 'Reds'. Anche il St James' Park di Newcastle è stato edificato due secoli fa, più precisamente nel 1892 e ampliato agli attuali 52388 spettatori, tra il 1998 e il 2000. Ma in Inghilterra ci sono anche stadi nati recentemente. Dall'Emirates Stadium, casa dell'Arsenal, inaugurata nel 2006 e costata 390 milioni di sterline, al London Stadium, costruito tra il 2008 e il 2011 per i Giochi Olimpici e costato 468 milioni di sterline. Oggi è la casa del West Ham, che ha preso in gestione lo stadio per 99 anni dopo la demolizione dello storico Boleyn Ground. E mentre il Tottenham si appresta ad inaugurare il nuovo impianto costato 1 miliardo di sterline (tra stadio e riqualificazione dell’area), l'altro gioiellino del nuovo millennio è senza dubbio il Falmer Stadium di Brighton, uno degli impianti più apprezzati della Premier League, in grado di ospitare 30 mila persone. Qui i lavori sono iniziati a dicembre 2008 e si sono conclusi nel luglio 2011.

Il paese che però ha più costruito stadi in questi ultimi anni è la Polonia. Ventisette gli stadi costruiti/ristrutturati, grazie anche (ma non solo) ad Euro 2012. I due gioielli in questo senso sono lo Stadio nazionale di Varsavia (PGE Narodowy), da 58 mila spettatori e lo Stadion Śląski di Chorzow, che ne conta 55mila, ma numerosi lavori sono stati fatti in tutto il paese per realizzare impianti ex novo o per restaurarne altri già esistenti ma ormai decadenti. Non da meno la Turchia: 26 gli impianti costruiti/ristrutturati dal 2009 ad oggi.

Stadi, media spettatori: solo la Ligue 1 fa peggio della Serie A

24706 spettatori di media. A tanto ammonta l'affluenza negli stadi italiani nella scorsa stagione (2017/2018). Al primo posto le milanesi, con l'Inter (oltre 57500 spettatori) a guidare la classifica e il Milan (52690) subito dietro. È però la Juventus ad avere la proporzione migliore tra spettatori e posti: poco più di 39300 in uno stadio da 41507 posti. I bianconeri occupano la quarta posizione come media. Alla terza c'è il Napoli, molto lontano dalle prime due (43050) e con una tendenza negativa che quest'anno si è accentuata. Se però per la Juventus la media presenze-posti è altissima, lo stesso non si può dire per le romane. Di fronte alla capienza di oltre 72 posti dello stadio Olimpico, Roma e Lazio hanno presentato una media spettatori rispettivamente di 37450 e di 30990. Una cifra paradossale se raffrontata a quella dell’Hoffenheim. Il club tedesco ha costruito il proprio stadio nel 2009, inaugurandolo pochi mesi dopo l'esordio in Bundesliga. Lo stadio è di proprietà, ha una capienza di 36mila posti, è costato circa 60 milioni di euro ed ha registrato una media spettatori di 28 mila circa. Quasi pari rispetto a Roma e Lazio appunto. Quest'anno, rispetto alla stagione scorsa, la media si è leggermente alzata, a 25150. Certo la cifra resta inferiore a Liga (lo scorso anno 27370), ma soprattutto a Premier League e Bundesliga. In Inghilterra la media 2017/18 arriva a 38305 spettatori, in Germania addirittura a 44651. Tra i cinque campionati principali d’Europa, solo la Francia ha dunque una media spettatori inferiore a quella italiana (22587 spettatori di media).

La differenza più importante che salta agli occhi è relativa al load factor, la percentuale di riempimento degli stadi. La Juventus è l'unica italiana con un dato ‘europeo’: il suo 93,91% la classifica al 28esimo posto. Gli stadi tedeschi e inglesi sono praticamente sempre pieni: il Bayern Monaco ha una percentuale di riempimento del 100%, il Manchester United lo sfiora (99,98%) ma anche società meno vincenti possono contare su un impianto con pochi posti liberi. Friburgo, Huddersfield Town, Brighton & Hove Albion e Newcastle, insieme a Chelsea, Arsenal e Liverpool superano il 99% di load factor.

Alla base del riempimento degli stadi tedeschi non c'è il valore del gioco dimostrato dalle squadre in campo e dei giocatori che disputano la Bundesliga. Gli stadi tedeschi, più che high-tech, sono relativamente nuovi, ma soprattutto manutenuti e funzionali. Gli spettatori siedono quasi a bordocampo e i settori popolari sono formati non da seggiolini ma da Standing Areas: un settore dove i tifosi possono seguire la partita in piedi in tutta sicurezza, garantendo una maggiore capienza e permettendo di abbassare i prezzi dei biglietti. I numeri lo testimoniano: parlando di abbonamenti, si può fare un confronto tra top-club, quello più economico per la Juventus costa 500 euro, per il Bayern Monaco 140. Un abbonamento in Curva Sud a Roma in vendita libera viene 295 euro, uno nel “Muro giallo” del Borussia Dortmund 211,50 (ed è uno dei più cari in Germania). In media, un abbonamento nelle curve italiane viene 254 euro, in Germania 182: sono 70 euro che fanno tutta la differenza del mondo. E parliamo solo di settori popolari.

Anche in Inghilterra i biglietti sono spesso low-cost: il Manchester United, ad esempio, li mantiene invariati da ormai sette anni, con prezzi che oscillano da un massimo di 62 euro ad un minimo di 36 per una gara. Vedere una gara del Liverpool può costare persino 10 euro: è il prezzo più basso di tutta la Premier League. Il costo più alto lo mantiene invece l'Arsenal: 113 euro come prezzo massimo per i migliori settori dell’Emirates.

Juventus, lo stadio ti fa ricca (ma non in Europa)

Nella stagione 2017-2018, la società italiana che ha avuto un ritorno economico migliore fronte stadio è stata la Juventus. Nella scorsa stagione la società bianconera grazie all'Allianz Stadium ha incassato 51,2 milioni di euro (analisi Deloitte). Al secondo posto c'è il Milan, con 36,9 milioni ed a seguire Roma (35,4 milioni) e Inter (35,3 milioni). Cifre decisamente più basse rispetto a quelle dei club esteri: il Barcellona, nonostante un load factor del 67%, ha incassato da abbonamenti e botteghino circa 144 milioni, superando Real Madrid (oltre 143 milioni di euro) e Manchester United (119,5 milioni). In questa graduatoria continentale i bianconeri sono soltanto tredicesimi.

Interessante anche il dato che riguarda la redditività per sediolino. La Uefa infatti ha provato a stilare un'analisi relativa al ricavo medio per tifoso considerando tutti i tipo di ricavi legati al matchday, quindi abbonamenti, biglietti, quote associative (in cui i biglietti fanno parte della quota), biglietti premio e hospitality, in relazione al numero di tifosi presenti allo stadio. E l'Arsenal, con una media di 97 euro per persona, è il primo della lista. Dopo di lui Chelsea (90 euro), Real Madrid e Liverpool (entrambi 73). Il ricavo medio per spettatori in Inghilterra è di circa 50 euro, mentre in Italia è solo di 22 euro (sesta posizione in Europa dietro anche a Spagna, Germania, Svizzera e Turchia).

Stadi e servizi: in Italia oasi (mica tanto) nel deserto

Dal punto di vista dei servizi, negli stadi italiani le lacune sono diverse. Il caso più emblematico è forse quello dello stadio San Paolo di Napoli: qui si trovano carenze anche per i servizi igienici (in alcuni settori ci sono i bagni chimici) con i lavori per le Universiadi che dovrebbero porre rimedio almeno a questo aspetto. Non accadrà niente per i parcheggi: quelli sotterranei costruiti nel 1990 in occasione dei mondiali e in grado di ospitare 2 mila vetture non furono mai aperti. Ma i parcheggi mancano anche a Frosinone, nonostante lo stadio sia stato inaugurato due anni fa.

Ma se da una parte i servizi sono carenti, dall'altra si sta cercando di non perdere troppo terreno dal resto d'Europa. A Milano il museo di San Siro di Milan e Inter è stato il primo ad essere inaugurato in Italia nel 1996 e da qualche anno è stata aperta anche la fermata della metropolitana della Linea Lilla che ferma direttamente nelle vicinanze dello stadio (prima era necessario scendere a Lotto e proseguire a piedi). L'area dell'Allianz Stadium di Torino, oltre a museo e centro medico, ospita anche un centro commerciale e, adiacente allo stadio, si trova anche il centro d'allenamento della Continassa. A Torino, sponda granata, un intervento simile è stato fatto sul centro d'allenamento, costruito sui resti del vecchio stadio Filadelfia. Un'area rimodernata, inaugurata nel 2017, con un campo da gioco principale provvisto di tribuna da 4mila posti, il piazzale della memoria e, nel progetto, è prevista anche la realizzazione del museo. Ad Udine, invece, la Dacia Arena permette di ospitare concerti e convention. Lo stadio si sviluppa su tre livelli. Al livello zero è previsto il fitness center, negozi sportivi, servizi per le famiglie e spazi relax. Il livello uno è dedicato all’area matchday e, prossimamente, al Museo dello Sport Friulano. Altre aree di servizio e dedicate a eventi, oltre a uffici di rappresentanza – tra i quali quelli del CONI del Friuli Venezia Giulia – sono previste al livello due. A Verona, oltre ai parcheggi, lo stadio è provvisto di impianto fotovoltaico.

Alcuni impianti sorgono in aree dedicate allo sport. L’Olimpico al Foro Italico, dove si trovano anche gli stadi di tennis e nuoto, oltre allo stadio dei Marmi. Il Meazza invece nella zona San Siro, vicino all’ippodromo del trotto di Milano.

Anche all’estero però molti stadi si trovano in complessi che sono vere e proprie cittadine dello sport. Lo stadio Im Borussia Park di Mönchengladbach è situato in un’area di 209.072 metri quadrati totalmente dedicata allo sport che comprende, oltre a numerosi campi di allenamento, anche il Warsteiner HockeyPark, stadio dedicato all'hockey su prato. Lo stadio nazionale di Varsavia, sorge in un complesso sportivo denominato 'Centro sportivo nazionale' che comprende: palazzetto dello sport (da 20mila spettatori), piscina olimpica (da 4mila spettatori), centro congressi e punti ristoro. Durante la realizzazione dello stadio, tutta l’area è stata rimodernata, stazione e metropolitana compresi. Pure l'Etihad Stadium di Manchester si trova al centro di un'area che include anche altri impianti sportivi di Manchester, conosciuta come Sportcity.

A Leverkusen la BayArena ha subito un rimodernamento nel 2009, ma oltre alla copertura totale dei posti a sedere e l'ampliamento di questi a 32.210, è stato anche completato l'albergo che porta lo stesso nome dello stadio e che sorge accanto a questo. Sempre in Germania, la Wolksvagen Arena è stato il primo impianto tedesco a dotarsi di luci Led (nel gennaio 2017), mentre la Merkur Arena di Düsseldorf è dotata di un tetto retrattile che permette di giocare al coperto. In Spagna, il nuovo San Mames comprende un museo, 6000 metri quadri di aree per meeting e feste, il negozio ufficiale dell'Athletic Bilbao e due ristoranti. In Inghilterra, il St. James' Park si trova nel pieno centro cittadino, a due passi dalla stazione ferroviaria. Mentre nel costruire lo stadio del Tottenham è stata effettuata una riqualificazione che ha riguardato l'intero quartiere.

A cura di Andrea Gariboldi e Bruno De Santis