Psg-Napoli, ESCLUSIVO Simone: “Francesi non superiori, mi rivedo in Insigne”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:47

L’ex attaccante del Milan a CM.IT: “Impossibile prevedere il risultato. Malcuit ha caratteristiche molto offensive”

MARCO SIMONE NAPOLI PSG ANCELOTTI / Marco Simone è stato un ottimo attaccante del Milan di fine anni '80, inizio anni '90, con i suoi 49 gol ha contribuito ai successi in Italia e in Europa. Ha avuto Ancelotti sia come compagno di squadra che come allenatore, ha giocato nel Psg e nel suo percorso da allenatore, quando era al Monaco in Ligue 2, ha incrociato anche il terzino destro Malcuit nel suo percorso. Napoli-Paris Saint Germain lo vede coinvolto in tanti intrecci e allora Calciomercato.it lo ha intervistato in esclusiva per parlare della sfida di Champions in programma martedì sera al San Paolo e di tanto altro.

Hai avuto Ancelotti sia come compagno di squadra nel Milan prima di Sacchi e Capello e poi come allenatore nella sua prima stagione da tecnico del Milan. Che ricordo hai di lui e come valuti il suo approccio all'esperienza napoletana?

“E' stato mio allenatore per sette-otto mesi, subentrò in corsa a Fatih Terim. Per il Napoli, Ancelotti è sicuramente una scelta molto importante, è uno dei primi dieci allenatori al mondo, ha vinto in tutti e cinque i principali campionati europei, a Madrid non ha portato a casa la Liga ma la Champions League, la decima. A Napoli c'era qualche dubbio riguardo al momento in cui è arrivato, dopo tre stagioni straordinarie vissute con Maurizio Sarri. Non so se riuscirà a vincere a Napoli, mi sembra complicato perchè in Italia la Juventus è una rivale molto ostica e in Europa è sempre difficile vincere. Il suo successo, però, è aver portato il Napoli già a giocare come vuole lui, cambiando le metodologie di Sarri e coinvolgendo tutti i giocatori dell'organico. Carlo ha dimostrato di poter cambiare lo stato dell'arte ovunque”.

Hai giocato nel Psg circa vent'anni fa, prima dell'arrivo di Al Khelaifi. Che ricordo hai di quell'esperienza e che partita t'aspetti martedì sera al San Paolo?

“Ho giocato in un Psg di livello importante sotto l'aspetto tecnico, che militava nelle coppe europee. Sarà una partita aperta, con due squadre dalla mentalità propositiva, può succedere di tutto come dimostra la sfida dell'andata. Non sono neanche convinto che il Psg sia superiore al Napoli, ha più individualità di qualità ma a mio avviso in termini di forza espressa dal collettivo siamo lì, sono due realtà di uguale livello. E' impossibile prevedere un risultato”.

Nel tuo percorso da tecnico hai allenato Malcuit, terzino destro acquistato dal Napoli in estate. Ti aspettavi potesse arrivare a livelli così alti?

“L'ho avuto al Monaco nel 2011, era molto giovane, il club aveva problemi finanziari e allora promuovemmo molti giocatori dalla seconda squadra. Giocava da esterno offensivo di centrocampo, l'abbiamo impiegato qualche volta da terzino destro ma solo per alcune necessità. L'ho sempre ritenuto un giocatore importante dal punto di vista fisico, è cresciuto sotto il profilo tecnico, commette ancora degli errori banali in fase difensiva. Avevo qualche dubbio sull'aspetto psicologico, al Monaco era un bravo ragazzo, applicato al lavoro ma un po' leggero di testa, penso che con le esperienze vissute, soprattutto quella di Saint Etienne, sia migliorato tanto. M'aspettavo potesse arrivare a buoni livelli, sinceramente il Napoli che oggi rappresenta una squadra molto importante a livello europeo”.

Nel tuo percorso da calciatore hai portato a casa anche quattro presenze in Nazionale. Che idea ti sei fatto sulle difficoltà dell'Italia? Ti convince il tridente leggero che ha ben figurato contro la Polonia?

“In quella partita il tridente leggero mi è piaciuto, inoltre non ci sono poi grandi alternative. I cambiamenti sono difficili da assorbire, ci sarà bisogno di tempo. L'Italia soffre una mancanza di qualità generale, le squadre italiane più forti sono trascinate soprattutto dagli stranieri e inoltre per me il calcio italiano non deve smarrire la sua identità, la storia che lo contraddistingue, è stato un errore scopiazzare ciò che fanno altri paesi come per esempio la Spagna”.

Una curiosità: in quale giocatore ti rivedi? C'è qualche attaccante che ti somiglia?

“Per caratteristiche mi rivedo in Insigne, quando lo vedo giocare mi ricordo qualcosa che avevo io. Insigne ha più qualità quando s'abbassa per giocare con i centrocampisti, io, però, avevo più potenza e velocità negli ultimi venti metri. Mi è piaciuta la mossa di schierarlo nell'attacco a due, è un giocatore con spirito di sacrificio che sa anche dare un contributo in fase difensiva ma se riesce a stare di più negli ultimi venti-trenta metri sa essere decisivo. Ciò non disconosce il lavoro compiuto da Sarri, se Insigne è cresciuto e ha raggiunto livelli così importanti, gran parte del merito è dell'attuale allenatore del Chelsea”.