Il patron del Napoli pungola il suo attuale allenatore, che di recente si è autocandidato per la panchina della Nazionale italiana: “Ucciderebbe la sua creatura”
Siccome De Laurentiis è tutto tranne che uno sprovveduto, le sue parole su Conte a ‘The Athletic’ vanno un po’ interpretate. È come se il patron del Napoli abbia voluto mettere le mani avanti, pararsi anche dinanzi ai tifosi, dimenticando – o facendo finta – il passato del salentino, che dopo il successo sul Milan si è letteralmente autocandidato per la panchina della Nazionale.

ADL sembra volersi parare il posteriore, soprattutto dinanzi ai propri tifosi. A precisa domanda circa un possibile approdo, o meglio ritorno di Conte in Nazionale, ha risposto così: “È un uomo molto serio. Ha un contratto con me (fino al 2027, ndr) e non mi abbandonerebbe mai all’ultimo minuto (cosa che ha già fatto altrove, ndr) perché creerebbe un grosso problema al Napoli. È anche una sua creatura. Quindi ucciderebbe la sua creatura…”.
De Laurentiis vuole evitare un’altra guerra, la stessa che ci fu con Spalletti, per questo lancia un vero e proprio avviso a Conte. Se vuole andarsene, deve “decidere immediatamente e dire ‘vorrei andare’… In tal caso avrei tempo durante aprile e maggio per trovare qualcun altro per fare la sostituzione“.
Ma Conte non può dirlo adesso visto che ancora non si conosce il nome del sostituto di Gravina alla testa della FIGC. Lo sa bene pure lo stesso De Laurentiis, il quale infatti aggiunge che “Ad oggi non abbiamo un capo della federazione, quindi nessuno può decidere di chiederglielo”.
Il numero uno del club azzurro gli ‘sconsiglia’ comunque di accettare eventualmente l’incarico, perlomeno adesso a scatola chiusa: “Se fossi un allenatore, prima di accettare la Nazionale senza neanche sapere chi è il Presidente Figc, ci penserei cento volte“.
La ricetta di De Laurentiis per cambiare il calcio. E la Serie A

Nella lunga intervista a ‘The Athletic’, in pieno stile Berlusconi fine anni ’80, De Laurentiis ha parlato anche delle modifiche che apporterebbe al calcio per attrarre maggiormente le nuove generazioni: “Ci vorrebbe un super campionato europeo. Poi, punto primo, ridurrei i tempi da 45 minuti a 25 minuti ciascuno; niente cartellini rossi e gialli e cambio della regola del fuorigioco: non si può annullare un gol solo per pochi millimetri… Servono più gol e spettacolo”.
E sulla Serie A, ricordando che lui votò contro il ritorno a 18 squadre, ha rilanciato la soluzione delle 16 squadre. 16 d’elite, perché “nessuna di queste dovrebbe avere meno di 1 milione di tifosi”.




















