Il club biancoceleste si trova di fronte ad un bivio: il futuro del direttore sportivo e del tecnico verrà deciso a breve. Nel frattempo il club studia due profili per la prossima stagione
La gara contro il Sassuolo, posticipo della ventottesima giornata di campionato, la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta (in programma il prossimo ventidue aprile a Bergamo), il derby alla penultima di campionato e una chiusura dignitosa di una stagione complicata. Maurizio Sarri è impegnato a preparare il finale di campionato, tra polemiche, battibecchi a distanza con la proprietà, una gestione complicata dello spogliatoio (tra calciatori arrivati da poche settimane, altri che avrebbero voluto lasciare il club e che si sono trovati obbligati a restare) e senza l’apporto dei propri tifosi.

Da una parte la voglia di chiudere nel miglior modo possibile la stagione; dall’altra la necessità di pensare al futuro: al momento ancora nebuloso. Nell’ultima conferenza stampa il tecnico biancoceleste ha parlato in modo chiaro della prossima stagione, definendola come l’anno uno (in contrapposizione con un’intervista precedente nella quale aveva apostrofato la Lazio come una società dive “si è sempre all’anno zero”). Parole che hanno acceso i dubbi sulla sua permanenza.
Sarri tra presente e un futuro in bilico
I continui dissidi con la società, le parole di Lotito (nell’ultima telefonata registrata e pubblicata online, e nella quale non risparmiava critiche al tecnico sulla gestione delle forze e sulle scelte tecniche, il presidente si era mostrato infastidito da alcune prese di posizione del mister toscano), la risposta secca al termine della gara con l’Atalanta (“L’allenatore sono io e scelgo io”), e alcune visioni opposte dal punto di vista strategico e progettuale, avevano lasciato ipotizzare un addio del tecnico. Ma la voglia di sentirsi parte integrante del progetto futuro e di provare a fare parte del cosiddetto “anno uno”, potrebbero ribaltare la situazione.

Sarri è legato alla Lazio da un contratto di circa due milioni e mezzo fino al 2028: pensare che Lotito lo esoneri (garantendogli questo ingaggio, oltre alla necessità di trovare un sostituto) sembra utopistico. La situazione potrebbe cambiare solo a seguito di ulteriori scontri o divisioni legati alla struttura della squadra del prossimo anno. Sarri vorrebbe garanzie ampie e una ristrutturazione generale: aspetta di capire le mosse del club e se la sintonia possa essere in qualche modo ripristinata. Quando venne a conoscenza del blocco del mercato decise di restare in sella al club e di portarlo fino al termine della stagione (“una promessa fatta a tutti i laziali”). Ma per il futuro spera in qualcosa di diverso.
La Lazio si trova di fronte ad un bivio: dopo il mercato bloccato di giugno e quello di gennaio nel quale il club ha pensato più a risanare i conti (con plusvalenze record) che a migliorare dal punto di vista tecnico, la società sarà chiamata a regalare delle risposte immediate: proseguirà con l’opera di risanamento delle casse societarie, mettendo in secondo piano i risultati, o cercherà di dare un segnale forte all’ambiente? I tifosi, stanchi, depressi e sfiduciati, sono reduci da due settimi posti, e da un campionato anonimo (al momento i biancocelesti sono undicesimi). Hanno abbandonato lo stadio e continuano la loro protesta nei confronti di Lotito. Che a sua volta sarà chiamato a scelte chiare.
Il futuro di Fabiani e i due ruoli scelti per i rinforzi dal mercato
La prima riguarderà il direttore sportivo: il contratto di Angelo Fabiani è in scadenza e andrà ridiscusso: c’è la forte possibilità che il patron gli garantisca almeno un altro anno di contratto con opzione per il secondo. Il diesse sta già muovendosi in vista del prossimo anno ed ha in mente i primi obiettivi: la Lazio (a prescindere dal futuro di Sarri) si sta muovendo per acquistare due calciatori: un terzino destro e un centravanti. Ruoli che necessitano di interventi in entrata e in uscita: Lotito ha rinnovato il contratto a Marusic, che nelle intenzioni del club il prossimo anno dovrebbe diventare la prima alternativa ad un terzino titolare. Ma andrà piazzato Lazzari (sotto contratto fino al 2027). A sinistra è stato già acquistato lo spagnolo Pedraza.

In attacco andranno piazzati almeno due tra Noslin, Dia e Ratkov: calciatori che (per motivi diversi, non hanno convinto). Poi si cercherà di prendere un titolare: un numero nove che garantisca gol e che sappia lavorare per la squadra. In un reparto che in questa stagione ha mostrato incertezze e problemi. Il tutto senza dimenticare la necessità di capire i “sette o otto giocatori che potranno far parte del progetto futuro”, come ha detto Sarri, riferendosi anche ai dodici elementi con il contratto in scadenza tra il prossimo giugno e il 2027. Insomma, la Lazio sta provando a delineare il suo futuro: che al momento sembra ancora nebuloso




















