Spagna e Argentina protagoniste della finale dei Mondiali 2026. Ecco cosa è successo al MetLife Stadium di East Rutherford
Robbie Williams, Nicole Scherzinger e la nostra Laura Pausini si esibiscono nell’inno della FIFA nella cerimonia che precede l’inizio della finale tra Spagna e Argentina.

Le due squadre scendono in campo in un clima rovente e il gran caldo influisce su un primo tempo non certo esaltante. Lo domina la Spagna che non concede nulla all’Argentina pur rendendosi poco pericolosa dalle parti di Martinez. Il portiere argentino è impegnato solo al 4′ quando Yamal penetra dalla destra e conclude con un sinistro rasoterra bloccato in due tempi dall’estremo difensore avversario.
La Spagna monopolizza il possesso palla ma per trovare un’altra azione da gol occorre attendere il 39′ quando Oyarzabal tira troppo centralmente su Martinez dal limite dell’area. Al 42′ ci prova Cucurella con un diagonale mancino che finisce di poco a lato con Martinez comunque sulla traiettoria. Argentina non pervenuta dalle parti di Unai Simon con Messi e Alvarez poco serviti. Per i campioni in carica, al 44′, anche la brutta notizia dell’infortunio di Lisandro Martinez sostituito da Otamendi.
L’intervallo è in stile Super Bowl. Le esibizioni di Madonna, Shakira, dei BTS e lo spettacolo di contorno con coreografia e balli hanno comportato uno stop di 27 minuti. Al rientro in campo, la dinamica della partita non cambia. La Spagna continua a controllare il match e a creare occasioni. L’Argentina si limita solo a difendere. Dopo due tiri da fuori area respinti da Martinez, al 66′ Yamal crossa in area dopo un’incursione sulla fascia e trova il neo entrato Ferran Torres il cui colpo di testa da ottima posizione è però troppo centrale.
La supremazia spagnola diventa un assedio di fronte a un’Argentina in evidente difficoltà fisica. Al 78′ botta di Cubarsì da fuori area deviata in angolo da Martinez. All’85’ girata di Ferran Torres che non inquadra la porta. All’89 ci prova Rodri da fuori poi tocca Nico Wiliams al secondo minuto di recupero ma ancora una volta Martinez si fa trovare pronto.
Proprio sui successivi sviluppi di quest’ultima azione, Enzo Fernandez commette un brutto fallo su Cubarsì. Inevitabile l’ammozione che è la seconda per il centrocampista argentino. L’Argentina è in dieci. L’arbitro Vincic prolunga il recupero e al 96′ Yamal ha l’occasione della vittoria con una punizione dal limite sulla quale ancora una volta Martinez si fa trovare pronto con un’efficace respinta in tuffo.
Spagna-Argentina, i tempi supplementari
I rimpianti della Spagna per lo 0-0 persistente aumentano nel primo tempo supplementare. E’ di Nico Williams la prima opportunità da gol con una mancata deviazione di testa. Poco dopo è proprio Williams a segnare il gol del vantaggio dei suoi ma l’arbitro Vincic ferma la sua esultanza a causa di un pestone di Merino su Otamendi che impedisce al difensore argentino di intervenire. Al minuto 102′, lo stesso Merino può essere ancora decisivo ma il suo colpo di testa lambisce il palo e si spegne sul fondo.
La resistenza dell’Argentina termina al 106′, proprio all’inizio del secondo tempo supplementare. Torre di Nico Williams per l’accorrente Ferran Torres che insacca di prepotenza sotto la traversa. Sfrenata l’esultanza dell’attaccante iberico che calcia la bandierina del calcio d’angolo prima di essere travolto dall’abbraccio dei compagni di squadra.
L’1-0 è una liberazione per la Spagna che continua a controllare la partita al cospetto di un avversario fiaccato anche dall’inferiorità numerica. Al 113′, Torres raddoppia le marcature dopo un assolo dalla mediana. Il gol però viene di nuovo annullato stavolta per fuorigioco. L’Argentina si fa vedere per la prima volta nell’area iberica al 119′ con la discesa di Messi che piazza un assist solo da spingere in rete. Provvidenziale l’anticipo di Cubarsì su Senesi per quello che sarebbe stato un clamoroso pareggio.
Vincic concede 5 minuti di recupero. La Spagna resiste e difende l’1-0 che vale il secondo trionfo in Coppa del Mondo. Ferran Torres come Iniesta in Sudafrica nel 2010 nell’1-0 all’Olanda in finale. In tre anni, la Roja ha vinto Mondiali, Europei e Nations League con De La Fuente in panchina. Tutto meritato. Giusto così.




















