Un attaccante e un campione straordinario, allo Schalke 04 ha riscattato i brutti mesi alla Fiorentina. Decisivo col Galles, ora ha nel mirino l’Italia di Gattuso
Con Higuain è stato il centravanti più forte e bello da vedere che abbiamo avuto in Serie A negli ultimi quindici anni. Edin Dzeko e la sua voglia di Mondiale sono tra le cose che deve più temere l’Italia di Gattuso.

Il cigno di Sarajevo è capitano e leader di un gruppo pronto a dare battaglia nel catino di Zenica per guadagnarsi un posto in paradiso. 73 gol (l’ultimo giovedì al Galles, decisivo per portare i compagni ai supplementari) e 29 assist in 147 partite con la propria Nazionale: numeri parziali di un attaccante e di un giocatore che, ovunque andato, ha sempre fatto la differenza.
L’eccezione rimangono gli orrendi 6 mesi di Firenze, che da grande campione qual è ha messo subito in un angolo. Dove ebbe inizio la sua ascesa, cioè in Germania, l’immediato riscatto: 6 reti e 3 assist in 8 presenze con la maglia dello Schalke 04, il canto del cigno o quasi di una carriera straordinaria, in cui è forse mancata solo la ciliegina sulla torta: la Champions League, che un calciatore come lui avrebbe meritato.
🇧🇦🇮🇹A @calciomercatoit #Dzeko in conferenza a Sarajevo sulla questione #Dimarco, dalla sua reazione ai messaggi col giocatore dell’#Inter: “Si vede che hanno paura!” E poi sull’#Italia: “Mancano i #Totti e i #DelPiero!”🗣️🔥#BosniaItalia #Bosnia #Nazionale pic.twitter.com/vR9ynkdInY
— Francesco Iucca (@francescoiucca) March 30, 2026
Chiudere da capitano in Stati Uniti e Canada, disputando il secondo Mondiale dopo quello giocato da ventottenne nel 2014 in Brasile, sarebbe per lui il massimo della vita. In Italia ce lo siamo goduto abbastanza, ci siamo rifatti gli occhi, e ora speriamo che domani sera non ci faccia lo scherzetto. Senza Mondiale non vogliamo e non possiamo più stare…




















