In conferenza stampa Gennaro Gattuso ha presentato la sfida contro la Bosnia che sarà decisiva per accedere al mondiale della prossima estate. Insieme al CT presente Gianluigi Donnarumma che ha detto la sua sulla partita che attende gli azzurri.

A chi chiedesse i motivi per essere ottimisti per la partita contro la Bosnia, Gianluigi Donnarumma ha risposto: “Sappiamo quello che ci giochiamo, che rappresentiamo non solo noi e tutta la federazione ma tutti gli italiani. Abbiamo il diritto di mettere tutto in campo, dare il massimo. Domani sarà una partita difficile, bisogna affrontarla con la serenità giusta ma anche essere duri. Andranno a 100 all’ora e noi non dobbiamo essere da meno. Hanno grandi campioni e individualità, ma la squadra è pronta, li ho visti con gli occhi giusti per affrontare una grande partita. Chi ci sarà dei nostri tifosi e chi sarà a casa sarà con noi e ci spingeranno da dietro”.
Gattuso ha proseguito: “Posso solo dire che speriamo di non deluderli, che scenderemo in campo con grande voglia e veemenza, che è il nostro tratto caratteristico storicamente. Siamo diventati campioni del mondo pur non essendo i più forti, con grande appartenenza abbiamo raggiunto questi traguardi e non deve mancare questo”.
Su come tenere lontana la paura il CT si è espresso così: “Quando fai il calciatore o l’allenatore le partite sono difficili. Poi puoi dire quello che vuoi ai calciatori. Ho detto ai miei giocatori che tatticamente con l’Irlanda del Nord qualcosa abbiamo sbagliato, per come volevamo prendere palla. Quell’aspetto tattico qualcosa ci ha messo e abbiamo pagato. Secondo me siamo stati molto bravi. La verità è solo una, noi 7 mesi fa non eravamo questi, soffrivamo gli avversari, arrivavano facilmente in porta e creavano occasioni. In questi mesi la squadra è migliorata, nell’annusare il pericolo, non siamo stati bravissimi a fare una pressione ultra-offensiva, con questo ci sta che siamo stati meno brillanti nel primo tempo. Preferisco che siamo meno bellini e pensiamo al concreto che è la cosa più importante”.
Le parole degli azzurri alla vigilia della sfida contro la Bosnia
Sul campo e l’ambiente. “Noi dobbiamo pensare al campo, è un alibi. Se è brutto per noi – ha proseguito Gattuso – lo è anche per loro. La partita va giocata, se stiamo lì e pensiamo al campo e alla tribuna è da deboli. Io l’ho visto il campo, sembra un campo che può andare. Io ho fatto un anno da queste parti l’anno scorso, so bene cosa vuol dire. I campi brutti era dove giocavo lo scorso anno con l’Hajduk, questo può andare bene. Ma anche se fosse stato brutto possiamo fare poco, la partita va giocata. Noi dobbiamo pensare quello che fanno loro, come vanno i giocatori esterni, gli attaccanti come sono fisici”.

Barbarez ha detto che piazzerà il pullman nella propria area o in quella dell’Italia a seconda del risultato. “Barbarez è un grande giocatore di poker e lo apprezzo molto, perché domani voglio scambiare qualcosa. Ricordo quando giocava da attaccante, era bravo, so che gli piace il poker. Lui è preparato, si fa voler bene, ho la sensazione che entri nell’anima dei giocatori. Una persona che si fa voler bene dai suoi giocatori. Ha fatto 45 partite con la nazionale e ha segnato 17 gol, è credibile. La polemica di Dimarco è stupida, siamo stati sciocchi noi a farci del male. Sappiamo che la Bosnia è squadra di qualità, ti viene addosso, sa soffrire e anche i due attaccanti insieme al resto della squadra fanno roba importante. C’è grande rispetto, ti può mettere in difficoltà. Quando dico che è bravo a poker è un complimento, mi incuriosisce come personaggio. Lo avevo capito che scherzava”.
Sull’eventualità di non riuscire a centrare la qualificazione: “Non è il momento di pensare a questo, non sono neanche la persona adatta. Ti parlo di me, sarà una delusione, una mazzata importante. Mi devo assumere le mie responsabilità perché sono il ct, ma ne parliamo dopo. Ora giochiamo, non ci siamo ancora spaccati la testa. Se succederà ci metteremo i punti. Ma non sono ora la persona adatta a dire cosa succederà al nostro caso, c’è chi ne sa più di me. Ogni pensiero me lo tengo per me, conserviamo le energie per domani. E in base a quello che succederà io ci metterò la faccia come ho sempre fatto”.
Si è tornati poi su Donnarumma e sulla partita che dovrà affrontare: “Una delle più importanti e sentite. Inutile nascondere che siamo esseri umani e le partite le sentiamo anche noi. Bisogna saperla gestire, tenere le energie per domani. Normale che il pensiero c’è, domani sarà importantissima, una delle partite più importanti che farò. Quindi il pensiero c’è. Bisogna dare il 100%, perché poi quando dai il 100% dopo hai l’anima pulita. Ma domani la squadra è pronta, ha lavorato bene, c’è la carica giusta per affrontare la partita e dobbiamo pensare solo a noi. L’importante è che si pensi a quello che dobbiamo fare senza sprecare energie per altre cose”.
Sull’esperienza in Croazia di Gattuso: “Sono stato un anno all’Hajduk. La Bosnia è un mix di giocatori forti fisicamente e tecnicamente. Hanno queste doti qua e le ho riscontrate anche in Croazia, non a caso ho fatto esordire tanti giovani. Non hanno paura, sono sfacciati, sanno giocare a calcio, hanno grande forza fisica, mi aspetto questo domani, è una squadra che ha queste caratteristiche”.
Per Donnarumma sugli attaccanti bosniaci: “Abbiamo guardato un po’ di partite, li conoscevamo già, sono ottimi attaccanti, hanno grande gamba, grande tecnica, conosco molto bene Dzeko, ci ho giocato contro. Ma nel collettivo loro sono una squadra molto organizzata, forte, giocano bene, lo hanno dimostrato nell’ultima partita e bisognerà fare una grandissima gara se si vuole andare al Mondiale. Ma li conosciamo bene, li abbiamo studiati e speriamo di riuscire a fermarli domani”.
Gattuso ha proseguito su Dzeko: “Voglio spendere una parola su Edin, siamo amici da un po’ di anni. L’anno scorso quando ero all’Hajduk c’è stata la possibilità che potesse venire a giocare con noi. I primi anni che ci parlavo avevo percepito lo spessore dell’uomo. Come giocatore parla per lui la sua carriera, ma come uomo non mi sorprendono le sue parole. Lui è un uomo di grandissimi valori, di spessore, e stamattina non si è smentito. E complimenti a lui per quello che ha fatto e per lo spessore dell’uomo, è di grandissimo valore. Loro giocano al loro stadio, quello che è successo non mi è piaciuto per questo motivo qui, perché non è successo nulla. Dimarco era lì con la famiglia, tranquillo, è successo quello che è successo e ne stiamo parlando. Ma il rispetto che abbiamo per la nazionale bosniaca è enorme, per quello che dimostrano in campo. In carriera non ho mai visto fare gol i tifosi, non mi è mai capitato”.
La partita di Locatelli cambia le tue scelte di formazione? “Ma era una roba tecnico-tattica e ci abbiamo messo un po’ a capirla, altrimenti il resto della prestazione è stata buona per lui. Domani la squadra ce l’ho in testa, ci sono cinque cambi che sono fondamentali e vedremo domani. Ho marcato quello che abbiamo fatto male, ma la prestazione di Locatelli è stata buona alla fine.
Pio Esposito dall’inizio con Retegui pronto a subentrare? “Non ho voglia di dare vantaggi – ha detto Gattuso – la Bosnia non è solo fisica ma ha anche attaccanti forti fisicamente. È una squadra che non ha solo la fisicità, vediamo. Spero di fare meno danni possibile”.
Chiude Gattuso commentando cosa l’abbia inorgoglito maggiormente di questo suo corso: “Aver visto crescere i ragazzi. Da quando abbiamo cominciato prendevamo gol assurdi, è una squadra che alla prima difficoltà rischiava di buttarla come Israele. Su questo aspetto siamo migliorati, poi per come vivono insieme. Oggi è venuto Di Lorenzo che si sta curando da un infortunio, con l’aereo, senza me senza Buffon o altri. A Bergamo è venuto Zaccagni, mi ha chiamato perché doveva fare la risonanza oggi e quindi la priorità giustamente va al club. Fuori ho sentito che non c’era amor proprio, che non gli importava a nessuno della Nazionale. Ma io mi auguro domani che si raggiunga questo obiettivo, per i ragazzi, lo meritano. È stato qualcosa di importante e di bello, mi sento orgoglioso e devo dire solo grazie, anche se le cose andranno male. Spero di no, mi tocco, ma è la verità”.




















