In questi giorni si parla molto della possibilità di vedere il rinnovo di Dusan Vlahovic con la Juventus, la situazione apre degli spunti di riflessione anche su Jonathan David.
Quando si va male si riguarda sempre al passato con nostalgia, lo si fa anche con la vita ed è normale e per questo si rivaluta ciò che alla fine non è andato così bene come sembra invece ora che si è in difficoltà.

Dusan Vlahovic è stato protagonista di un’allucinazione collettiva, ad agosto lo fischiavano tutti in amichevole, come se fosse l’ultimo dei calciatori sulla faccia della terra, ora tutti, dopo aver visto le deludenti prestazioni di Lois Openda e Jonathan David, lo rivorrebbero come salvatore della patria.
C’è un po’ di incoerenza nel tifo in generale, ma soprattutto una memoria decisamente corta che alla fine porta a idolatrare chi prima è stato insultato. Ed è anche ingeneroso nei confronti dello stesso Dusan che si ritrova chi gli voltava le spalle oggi suo primo sostenitore a convenienza.
Fatto sta che il rinnovo si farà (almeno pare) e poi vedremo cosa accadrà la scorsa stagione, con la Juventus che in questi quattro anni e mezzo di Vlahovic si è già scottata le dita e diciamocelo ci si aspetta che torni a segnare e a sparire dal rettangolo verde di gioco buttando fuori qualche palla a porta vuota.
David, vi ricordate Henry?
Jonathan David è a oggi criticato da tutti, e in effetti sta disputando una stagione indegna per i suoi standard, ma rischia di diventare un grandissimo rimpianto. Come detto, la memoria calcistica svanisce di fronte agli errori e non ci si rende conto che anche tantissimi calciatori di alto livello in passato hanno fatto fatica nella prima stagione in Italia per esplodere dopo.

È accaduto con un campionissimo come Edin Dzeko, che non riusciva a segnare davvero nemmeno a porta vuota, ma soprattutto è accaduto a quello che a oggi tutti vorrebbero a Torino e cioè Victor Osimhen. Il nigeriano arrivava dal Lilla e nella prima stagione segnava appena 10 reti, faticando anche nella seconda per poi esplodere definitivamente nel terzo diventando fondamentale nella conquista dello Scudetto numero 3 per il Napoli proprio di Luciano Spalletti.
E in casa Juventus si sono scottati amaramente con Thierry Henry che a Torino giocava da quinto a sinistra ma che poi volato all’Arsenal è diventato una delle prime punte più forti della storia del calcio. E dunque attenzione, bisogna riflettere prima di cedere David a cuor leggero.




















