Partita noiosa, con un comportamento antisportivo nel finale non sanzionato dall’arbitro pugliese
Nel primo round della semifinale di Coppa Italia tra Como e Inter a vincere è stata la noia. Un pareggio 0-0 in cui le ultime vere occasioni da gol sono a inizio ripresa. E allora tutto rimandato a fine aprile, quando le squadre di Chivu e Fabregas saranno di nuovo l’una di fronte all’altra, stavolta a San Siro. Paradossale quello che è avvenuto negli ultimi 4 minuti di gara, compreso il recupero.

All’89esimo c’è una rimessa laterale per i nerazzurri che giocano il pallone all’indietro. Da lì in poi ci sarà una melina con passaggi tra Acerbi, Bastoni e i mediani fino al triplice fischio finale. Il tutto senza che l’Inter provasse andare a fare gol o che il Como cercasse di riconquistare palla. Di certo l’arbitro Di Bello non poteva obbligare le due formazioni ad attaccare, ma il regolamento essergli di aiuto.
La Regola 12 in tema di comportamento antisportivo, infatti, prevede l’ammonizione per chi “mostra mancanza di rispetto nei riguardi dello spirito del gioco“. Le linee guida Ifab, addirittura, prevedono che l’arbitro possa sospendere la gara se ravvisa mancanza totale di agonismo. Non è certamente il caso di Como-Inter, ma la speranza è che al ritorno ad aprile lo spettacolo sia migliore.




















