Il difensore nerazzurro parla per la prima volta di quanto accaduto nel derby d’Italia con la Juve. Le sue parole alla vigilia di Bodo-Inter di Champions
“Questa vicenda non mi ha segnato più di tanto, siamo persone esposte e dunque abituate a questa gogna mediatica”. Così Bastoni in conferenza stampa, alla vigilia di Bodo/Glimt-Inter, in merito alle polemiche che si sono scatenate e che lo hanno coinvolto direttamente e pesantemente sia durante che dopo il derby d’Italia con la Juve.

“Mi spiace più per mia moglie e per mia figlia che si sono ritrovate ad affrontare minacce di morte che non stanno né in cielo né in terra. Come mi dispiace per l’arbitro La Penna“, ha aggiunto il difensore nerazzurro prima di fare parziale mea culpa.
“Ho sentito un contatto col braccio (di Kalulu, ndr), rivedendolo è stato accentuato e sono qua per ammetterlo. Mi dispiace di più per il comportamento successivo. Un essere umano ha il diritto di sbagliare ma il dovere di riconoscerlo, sono qua per questo”.
“Se questo episodio potrà condizionarmi? Sarò il Bastoni che avrete sempre visto, ho fatto più di 300 partite e l’unico episodio così è capitato solo l’altra sera. La mia persona e la mia carriera non devono essere messe in discussione. In questi giorni ho visto tanta ipocrisia e ho sentito addetti ai lavori dire cose che non stanno né in cielo né in terra”.
“È successa la stessa cosa a parti inverse contro il Liverpool con Wirtz, ma nessuno si era scandalizzato. Chivu è stato il primo a dirmi che non dovevo dare modo all’arbitro di fischiare in quel modo, sabato sera è stato coerente con sé stesso”, ha concluso Bastoni.




















