Ousmane Dabo, doppio ex di Lazio e Atalanta, gioca in anticipo la sfida dell’Olimpico: “Ci sono due centrocampisti che mi piacciono molto. E che fanno la differenza”
Due stagioni all’Atalanta, sei alla Lazio. Ousmane Dabo ha scritto importanti pagine di storia biancoceleste e nerazzurra. A Bergamo ha trovato la prima convocazione in Nazionale e ha giocato con continuità; a Roma ha vinto tre trofei ed ha legato per sempre il suo nome a quello del club biancoceleste, realizzando il calcio di rigore decisivo nella finale di Coppa Italia contro la Sampdoria. “Un’emozione che non dimenticherò mai – ha detto in esclusiva ai nostri microfoni – ero tornato alla Lazio dopo l’esperienza al Manchester City ed ero certo che il destino aveva pensato a qualcosa di bello per me. Tornare e vincere due trofei è stato eccezionale”.

La sua era un’Atalanta diversa da quella di oggi…
“Era all’inizio del percorso che l’ha portata ad essere la squadra di oggi. Stavano gettando le basi per crescere. Bergamo è una piazza importante, dove il calcio è vissuto con passione. SI può lavorare bene e i risultati dei Percassi sono sotto gli occhi di tutti”.
Lotito invece vive un periodo complicato…
“Io ho vissuto il suo inizio. Arrivò in una situazione difficile e fin da subito fu duro, ma chiaro con i suoi intenti. Quando andai via la prima volta non ci furono problemi: ero in scadenza e volevo fare un’esperienza diversa. Poi sono tornato: sono stato il primo giocatore che ha rivoluto nella Lazio”.
Lazio e Atalanta saranno impegnate oggi e nella semifinale di Coppa Italia
“Mi aspetto partite belle, equilibrate e ricche di emozioni. Mi piace pensare che sono due club che se la giocano sempre. Che amano giocare a calcio e provare a far divertire i tifosi. Hanno due tecnici diversi, ma che per qualcosa si somigliano. Sarri lo conosciamo tutti, Palladino sta crescendo e sta già facendo vedere cose importanti: ha fatto riprendere l’Atalanta dopo un inizio complicato”.
Sarri e Palladino, tecnici diversi, ma con una cosa in comune
Le piace Sarri?
“Sarri è una garanzia. E sono convinto che piano piano inizierà ad inserire anche i nuovi acquisti: che renderanno la squadra ancora più completa e forte”.

Parlando di centrocampo, il suo habitat naturale, chi l’ha colpita nella Lazio?
“Mi piace molto Taylor: lo seguivo già ai tempi dell’Ajax. Ha avuto sin da subito un ottimo impatto. E’ un ambidestro, sa inserirsi bene in attacco, calcia bene. Vediamo come completerà il suo inserimento nella Lazio. E’ chiaro che, per caratteristiche, è completamente diverso da Guendouzi, ma nella Lazio di oggi ci sta benissimo”.
E nell’Atalanta?
“Mi piace molto Ederson, un giocatore completo: sa difendere attaccare, il classico centrocampista box to box, che trovi in ogni parte del campo. Mi piace molto e sa fare la differenza negli schemi di Palladino. Una garanzia”




















