Il direttore sportivo della Lazio è una furia: “Romagnoli è l’unico che ha avuto buon senso”. Poi su Raiola: “Spiegherà tutto davanti ad un giudice”
Dopo la chiusura del mercato e il mancato passaggio di Alessio Romagnoli al’Al Sadd, le dichiarazioni del manager del difensore e le news uscite sui diversi siti di informazione e che provavano a ricostruire quanto accaduto in quei delicati minuti, arriva anche la versione della Lazio. Nel giorno della presentazione dei nuovi acquisti Motta, Maldini e Przyborek, il direttore sportivo del club Angelo Fabiani ha spiegato cosa è accaduto nell’ultimo giorno di mercato.

Riferendosi nello specifico alla mancata cessione di Romagnoli. Il dirigente biancoceleste elogia il calciatore, ma punge i suoi manager: “Ritengo sia il momento che ognuno riporti il tutto su binari più sereni. Ci abbiamo sicuramente messo del nostro. Non prendo in giro nessuno, parlo di cose vere e non millanterie. Per quanto riguarda Romagnoli ne ho sentite di ogni. Nessuno deve avere la percezione che si remi contro. Si opera per il bene. Ho avuto problemi familiari, ma non sono mai mancato. Il tempo dirà se ho lavorato bene o meno. Ho gettato le basi per far si che chi verrà dopo di me avrà basi solide. Dal settore giovanile alla Women. Sono umile e serio, mi scuso se durante il mercato non ho risposto”.
Romagnoli era pronto a firmare per l’Al Sadd, che gli aveva garantito un ingaggio decisamente più alto rispetto a quello percepito alla Lazio: “Romagnoli è l’unico che ha usato il buon senso. Se ha rifiutato per principio gli fa onore. Qualcuno gli ha mentito, dovranno rispondere davanti a chi di dovere delle condizioni imposte. Ne ho sentite di ogni, e penso che in qualche caso adirò anche le vie legali. Ma il tifoso deve avere l’impressione che ci sono professionisti in campo e fuori che operano per il bene della Lazio. Vengo da un anno tremendo, anche per vicende familiari, ma mai è mancato il supporto alla società. Sarà il tempo a dire se avrò fatto bene o male. Finché sarò qui non tollererò queste cose.”
Fabiani e le parole di fuoco contro i manager di Romagnoli
Sulla questione Romagnoli: “C’erano già contratti firmati tra Lazio e Al Sadd per Romagnoli. Ho forzato io dopo il comunicato. Se non è andata in porto non è colpa nostra. È tutto online, bastava una firma. Romagnoli non ha saputo da chi gli sta accanto cosa stava succedendo e se ha rifiutato per principio gli fa onore. Ma coloro che si sono messi in mezzo alla vicenda non si sono comportati bene perché hanno mentito a Romagnoli. Questi signori, compreso Raiola, dovranno spiegare davanti al magistrato se erano al corrente o meno di condizioni che loro ci hanno imposto. Posso dimostrare tramite messaggi e mail. Loro sono solo arroganti e ignoranti che dicono che alle ore 20 non c’era nessuno. Mi vergogno di non essere stato all’ospedale per mio nipote, quindi mi assumo le responsabilità di ciò. La Lazio non è la vigna dei coglioni, con me questi personaggi non passano. Qui bisogna essere coerenti tutti: Lotito, Fabiani, Sarri, calciatori, medici, inservienti. Qui non bisogna mettersi la giacca con lo stemma della Lazio e basta, ma mettersi in testa che la Lazio è di tutti”.

Romagnoli ha saltato la gara con il Genoa: “E’ professionista e professionale, si è allenato anche senza i compagni. La formazione la fa Sarri. Mi auguro che Sarri voglia restare, con lui mi ci prendo in giro, lo chiamo ‘toscanaccio’. Va decodificato. È attaccato alla Lazio, ai suoi tifosi e al suo lavoro. Poi ognuno vuole il top. Sa bene come funziona il mondo del calcio e menomale che brontola, è una garanzia per tutti. L’altro giorno sentivo Conte. È un altro burlone, un ragazzo splendido. Ciò che conta è il pensiero, non il detto. Penso che Sarri abbia intenzione di onorare il progetto”.
Nel mercato di gennaio la Lazio si è indebolita? “Non penso – dichiara Fabiani – che siamo più deboli. Penso che abbiamo incluso ottimi elementi. C’è sempre l’amaro in bocca per qualcosa di non andato in porto. Avevamo individuato un ragazzo dell’Inter (Frattesi, ndr), che era anche aperto alla soluzione, ma non c’è stata la possibilità di andare a dama. Avevamo proposto un prestito con obbligo condizionato ma non c’è stata possibilità. Chiusura dedicata alle ambizioni del club e al futuro: “Per avere ambizioni servono basi solide, che non sono solo il denaro. I meccanismi che si portano dietro da anni e anni fanno sì che non tutte le responsabilità del momento attuale siano ascrivibili a Lotito. Programmazione e lungimiranza sono il solco entro cui costruire qualcosa di importante. Ma per ricostruire serve tempo. Anche privandosi di qualche giocatore. Il tifoso ha ragione a voler sognare”.




















