McKennie e Conceicao rischiano contro il Parma, il portiere della Cremonese bersaglio di un tifoso dell’Inter
La 23esima giornata di Serie A vivrà una doppia appendice: stasera Udinese-Roma e domani Bologna-Milan. Le otto gara già disputate, ad ogni modo, hanno registrato tanti casi da moviola. L’episodio più clamoroso è senza dubbio quello avvenuta tra Cremonese e Inter, con un petardo esploso vicino a Audero, rimasto a terra un paio di minuti. Per fortuna nulla di grave, con il portiere che ha potuto finire la partita.

Questo permetterà al giudice sportivo di omologare il risultato del campo, ma il referto di Massa sarà decisivo per capire a quale sanzione andrà incontro il club nerazzurro. Sicura una multa (da 10mila a 50mila euro), cui si potrebbe aggiungere il divieto di trasferte per i tifosi interisti fino al termine della stagione e la chiusura di un settore, dell’intera Curva Nord o dell’intero stadio per una o più partite casalinghe.
Evitato il 3-0 a tavolino, che non sarebbe stato automatico nemmeno qualora la Cremonese fosse stata costretta a sostituire Audero. A quel punto l’arbitro avrebbe dovuto valutare se c’era le condizioni per continuare il match o sospenderlo definitivamente, specie qualora il lancio di petardi fosse continuato, mettendo a repentaglio l’incolumità dei calciatori e degli spettatori.
Parma-Juventus, Fourneau non espelle McKennie né Conceicao
La Juventus passeggia sul Parma, che però si lamenta per le decisioni arbitrali sui cartellini. Fourneau decide di ammonire McKennie per un brutto pestone su Troilo e il Var Maresca dopo un check decide di non richiamarlo. Sicuramente è più di uno step on foot: il punto di impatto è sulla caviglia, ma c’è ricerca del pallone e non intensità nell’intervento.

Rischia molto anche Conceicao che, già ammonito, va a trattenere Keita. Per il fischietto romano non ci sono gli estremi per la SPA né per la condotta antisportiva. Rosso per condotta violenta, invece, a Ahanor in Como-Atalanta, per uno schiaffo rifilato a Perrone. Giusto non concedere il rigore al Napoli contro la Fiorentina per il tocco di mano di Comuzzo: è il braccio poggiato a terra per la scivolata.




















