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Genoa, De Rossi e la battuta a Sarri: “C’era più gente a Figline-Ostiamare”. Poi sul ritorno alla Roma…

Il tecnico rossoblù in conferenza dopo la sconfitta maturata all’ultimo secondo all’Olimpico per 3-2

Daniele De Rossi non può essere soddisfatto del risultato sul campo dell’Olimpico, anche se porta a casa dei segnali positivi dalla prestazione.

Daniele De Rossi (Ansafoto) – calciomercato.it

Il tecnico del Genoa ha parlato in conferenza stampa nel postpartita:

Cosa resta di questa partita? Un pensiero tra rigori, falli di mano… “Restano zero punti, l’umore opposto rispetto a domenica scorsa, una lucida analisi su quelli che siamo stati oggi in campo, un’ottima squadra contro un’altra ottima squadra. La Lazio aveva voglia di rinascere, abbiamo tenuto testa e non meritavamo di perdere”.

Sul 2-2 pensava di poterla vincere. “Di poterla provare a vincere, ho visto l’atteggiamento dei ragazzi, dopo il 2-2 altri si sarebbero messi a festeggiare sulla bandierina 5-6 minuti invece hanno provato a fare il terzo. Questa è la mentalità del Genoa e mi ci trovo molto bene. Anche il pareggio non andava bene, ma il calcio è questo. Ora dobbiamo leccarci le ferite per una prestazione fatta comunque meglio rispetto all’anno scorso”.

La personalità da allenatore spesso non corrisponde a quella che aveva da calciatore. Che caratteristica ha mantenuto dal calciatore e a cosa ha dovuto rinunciare? “Mi sto trovando bene nella gestione del gruppo in tutti i gruppi che ho avuto, cerco di essere amico, di non dire bugie ed essere diretto. Cerco di aiutarli nel limite del possibile, cerco di parlarci quando c’è qualche problema, di stargli vicino. Ne mando in panchina 15 quindi non saranno dello stesso umore dei miei compagni quando giocavo. Non sono cambiato moltissimo, possiamo dire che in panchina cerco di essere più tranquillo verbalmente di com’ero in campo, c’è il IV Uomo che ci ascolta. Prima dirigevo un po’ l’orchestra in campo. Non voglio comunque cambiare troppo, penso di essere una persona per bene e non voglio che questo lavoro mi cambi. Penso che tutto sommato sono contento della persona che sono”.

Il clima come ha influito? Ha danneggiato anche voi? “Non lo so. Magari dopo il 2-0 con 50mila spettatori avrebbero spinto di più. La Lazio è in un momento negativo, con la contestazione, magari 50mila persone possono portare una pressione non positiva. Lo conosco questo stadio, quando le cose non vanno la palla pesa di più. La prossima volta con lo stadio pieno vedrò il contraccolpo”.

Stasera era seduto sulla panchina che è della Roma e su cui anche lei, ironia della sorte, si è seduto. Per lei è stato un piccolo derby? E cosa pensa della contestazione? “Non metto il becco in cose che non mi riguardano, una situazione che poi c’è da tempo. Non mi permetto di giudicare, conosco marginalmente le cose, non devo mettere il becco. Non betterei bocca neanche se si trattasse della Roma. Io devo pensare al Genoa e al rapporto che ho con la tifoseria che è fantastico. Nessun derby, io faccio l’allenatore del Genoa, ho vissuto normalmente, sarebbe stato bello sentire anche qualche coro. Al momento dell’addio al calcio sapevo mi sarebbero mancati anche i tifosi avversari, mi caricavo di più in trasferta. Ma l’ho vissuta in maniera molto serena. Rimarrò a vità tifoso di quella squadra che tifo (la Roma, ndr), spero che potrò giocare un derby contro la Samp e sentire quel brivido. O magari lo giocherò sulla panchina sulla quale, ironia della sorte, stasera mi sono seduto”.

Cosa prende da Sarri allenatore? Cosa vi siete detti? “Prima della partita gli ho detto che c’era più gente a Figline-Ostiamare e ci siamo messi a ridere. Lui è d’accordo con me sulla direzione che stanno prendendo le regole del gioco del calcio. Io l’ho seguito con grande passione, quello che ha fatto tra Empoli e Napoli rimane qualcosa di molto molto bello ed è un allenatore con cui si può parlare di calcio. Mi sembra anche uno che dice quello che pensa e sente, una persona vera con le sue spigolosità”.

Quale Lazio presente e passata l’ha infastidita di più? “Io ho iniziato a giocare nella fase finale della grande Lazio, un ciclo pazzesco, Veron, Nesta, Stankovic, Mihajlovic, quella è la più forte. Anche se l’ho affrontata per poco tempo. Non sono d’accordo che la Lazio sia povera tecnicamente, ha giocatori di grande qualità, sono fastidiosi da affrontare”.

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