Quando il tecnico nerazzurro disse: “Non sono pronti per il calcio italiano”
Se un allenatore non riesce a incidere sul mercato a parole, cioè imponendo alla Conte i propri nomi, può senz’altro farlo con le scelte da campo. In questo senso Chivu è stato chiaro, anzi chiarissimo su chi potrà far parte dell’Inter del futuro e chi no.

Ha giocato titolare per oltre tre mesi, ma Luis Henrique è uno di quelli bocciati già nei mesi scorsi dal tecnico romeno. Da novembre in poi, praticamente fino al disastroso derby di domenica sera, il brasiliano le ha disputate quasi tutte – e tutte dall’inizio – solo per mancanza di alternative. In primis del titolarissimo Dumfries, fuori gioco per l’intervento alla caviglia, ma anche di un Darmian rientrato solo da poco a pieno regime.
Luis Henrique sarebbe potuto partire già a gennaio, il Bournemouth era pronto a chiudere ma l’Inter ha stoppato tutto vista l’impossibilità di prendere un rimpiazzo. Era stato bloccato Norton-Cuffy del Genoa, ma l’inglese rappresentava una sorta di piano d’emergenza qualora il Liverpool avesse presentato una proposta convincente per Dumfries.
Sull’addio in estate di Luis Henrique ci sono pochi dubbi. Finora l’ex Marsiglia non si è dimostrato all’altezza della situazione, uno da Inter, anche in rapporto ai 23 milioni bonus esclusi spesi in estate. Sembravano tanti già col senno di prima, basterebbe ricordare cosa scrivevano in Francia. In qualche modo, comunque, l’investimento verrà recuperato dato che il classe 2001 ha ancora un buon mercato tra Inghilterra e Turchia.
Diouf segue Luis Henrique: in estate sarà addio all’Inter
Seguirà Luis Henrique l’altro flop del calciomercato estivo, Andy Diouf. “Non sono pronti per il calcio italiano”, disse Chivu di Luis Henrique e Diouf prima di Napoli-Inter. Ancora oggi quello dell’ex Lens un acquisto inspiegabile, visto che all’Inter serviva un centrocampista con caratteristiche difensive.

Cinque minuti prima era stato fatto un tentativo per Kone della Roma (l’altro che piaceva tanto era Ederson dell’Atalanta), proprio perché Chivu voleva un mediano dinamico e muscolare in grado di dare equilibrio e maggiore protezione alla difesa. Invece gli è stato regalato Diouf, che non a caso ha giocato pochissimo (22 presenze e meno di 600′) e sempre in un ruolo diverso dal suo.
Il classe 2003 francese è costato 20 milioni più 5 di bonus, una cifra ‘recuperabile’ considerata la giovane età e l’appartenenza a una agenzia molto forte a livello internazionale. Perché sul mercato i più bravi sono quelli che sanno venderti l’acqua naturale spacciandola per Champagne.




















