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Bonucci si candida al ruolo di leader per la Juve del futuro, ma l’età e l’ingaggio impongono delle riflessioni

La Juventus cade nell’ultima passerella casalinga della sciagurata stagione 2022/2023. A passare a Torino è il Milan per 0-1, che strappa anche il pass per la prossima Champions League

Al termine della gara ha parlato Leonardo Bonucci, capitano della Juventus, tra stagione che volge al termine e prospettive per l’anno prossimo.

L’atto finale della ‘Vecchia Signora’ nel suo stadio non sorride agli oltre 40mila tifosi presenti (praticamente sold-out). Pubblico che risponde presente per dare un segnale forte di vicinanza alla squadra, che però svuotata nella testa prima, e nelle gambe dopo, scende in campo “perché deve”, senza regalare quindi una ultima piccola gioia ai propri supporter. 

Il capitano, Leonardo Bonucci, nel post-partita non si nasconde: Le ultime due stagioni non sono state all’altezza della Juventus: non puoi passare due anni senza alzare neanche un trofeo”. Ironia della sorte, o forse no, le ultime due stagioni bianconere corrispondono proprio alla gestione Allegri 2.0. Il veterano difende poi i compagni: “Siamo un bel gruppo e nelle difficoltà ci siamo compattati. Tutti si sono dati da fare”, facendo quadrato attorno al gruppo-squadra e gettando acqua sul fuoco sulla questione legata, ad esempio, ad Angel Di Maria: uscito tra sonori i sonori fischi dello Stadium che non ha accettato la sua gara (specchio dell’intera stagione) a ritmi blandi e compassati. 

Bonucci tende la mano alla Juve: “Io ci sono”

L’ultimo baluardo della storica ‘BBC’ si lascia anche andare sulle prospettive in vista del prossimo anno, dando massima disponibilità e apertura al club.

Sono il capitano della Juventus e ho un contratto fino al 2024. Qualora la società mi dicesse che conta ancora su di me, io ci sarei: per me è un onore”. Insomma, anche in questo frangente, Bonucci non ci gira intorno, la palla adesso passa alla società.

Il centrale italiano è sceso in campo in 25 occasioni nel corso della stagione 22/23, è un classe ’87 e percepisce uno stipendio lordo di 12 milioni di euro all’anno. Si tratta di un contratto oneroso, che stride con la politica di abbassamento dei costi (a partire dagli ingaggi) che la Juventus perseguirà da questa estate. Va altresì detto che però in un ipotetico spogliatoio con molti giovani /o volti nuovi, la figura di Bonucci acquisisce giocoforza un ruolo apicale.

La leadership resta indiscussa, ma l’ingaggio, gli stop, la carta d’identità non più verde e le prestazioni non ottimali impongono riflessioni profonde da parte della dirigenza. Anche in questo caso, la figura del futuro Ds può essere determinante.

Bonucci tende la mano alla Juve… basterà il suo ruolo nello spogliatoio per meritarsi una riconferma, a queste condizioni?

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