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Inter, il problema è evidente: “Sono irriconoscibili”

Il pareggio nell’andata della semifinale di Coppa Italia contro il Milan, ha confermato il momento no dell’Inter

Lo 0-0 nell’andata della semifinale di Coppa Italia nel derby contro il Milan, ha messo in mostra un’Inter ancora convalescente, dopo i risultati non proprio esaltanti ottenuti nelle ultime giornate del campionato di Serie A.

Simone Inzaghi, prima stagione all’Inter ©️ LaPresse

Il gioco che ha incantato nella prima parte di stagione, adesso latita. Ma a mancare moltissimo sono anche i gol, in particolare di Lautaro Martinez: l’argentino non gonfia la rete da oltre 600 minuti, mentre i nerazzurri di Simone Inzaghi da oltre 400 minuti. Numeri che evidenziano una situazione tutt’altro che rosea, anche in vista dei prossimi impegni e della lotta per la conquista dello Scudetto, con lo stesso Milan di Pioli e il Napoli di Luciano Spalletti.

“L’Inter è irriconoscibile rispetto a quella vista fino al derby – le parole del giornalista Giovanni Capuano a ‘Radio Punto Nuovo’ – Qualche giocatore chiave sta rifiatando, da capire quanto lungo sia questo periodo di calo di condizione. Penso a Barella, Brozovic, lo stesso Perisic. Lasciando stare gli attaccanti, che hanno un problema evidente. Poi a fiammate escono prestazioni anche di livello. Fai fatica a immaginare che una squadra capace di fare quei 60-70 minuti con il Liverpool sia in difficoltà fisica”.

Inzaghi, 45 anni ©️ LaPresse

L’Inter, Inzaghi e il “pugno a freddo”

Continua Capuano nella sua analisi: “La sconfitta nel derby, per come è maturata, è stata come incassare un pugno a freddo, te la porti dietro per qualche settimana. Inzaghi deve avere la forza di fare punti a partire da venerdì sera contro la Salernitana. Ha già buttato via punti con il Sassuolo, anche se lo spessore è diverso. La partita chiave per l’Inter è quella con il Torino di settimana prossima. O lotta per lo Scudetto in quel caso o la crisi diventa irreversibile. Per vincere c’è bisogno dello spessore morale”. Parole chiare che non lasciano spazio a dubbi.

Classe 1982, appassionato di calcio dalla nascita. Coniugando la passione per il giornalismo e lo sport più amato dagli italiani, sono riuscito a farla diventare una professione, che svolgo come giornalista pubblicista dal 2010 occupandomi, prevalentemente, di calciomercato, italiano ed estero.