Il fondo statunitense aveva aiutato l’Inter lo scorso maggio 2021 con un finanziamento da 275 milioni di euro
Grazie alle cessioni dolorosissime di Romelu Lukaku e di Achraf Hakimi della scorsa estate, l’Inter è riuscita a venir fuori da un momento finanziario delicatissimo. Ad un certo punto della scorsa stagione, infatti, Suning aveva addirittura sfiorato l’idea di cedere il club per il bene dell’intero ambiente.
Dopo aver sondato il terreno con diversi gruppi, alla fine la famiglia Zhang non era riuscita a trovare proposte soddisfacenti rispetto alla valutazione che faceva del club, optando così per la ricerca di nuovi partner coi quali tentare di superare un momento di grave difficoltà. E proprio grazie al finanziamento da 275 milioni di euro per opera del gruppo Oaktree, l’Inter è riuscita a rispettare tutti gli impegni economici della passata stagione e poter riprogrammare un futuro con Suning ancora al timone. Dei possibili risvolti societari nerazzurri, ha parlato Alejandro Cano in qualità di managing director per Oaktree Global Opportunities, nell’ambito del Business of Football Summit del ‘Financial Times’ di questo pomeriggio.
Come ci si poteva aspettare, Cano ha dovuto per prima cosa rispondere a domande dirette che riguardano il coinvolgimento economico di Oaktree nel mondo Inter: “Abbiamo cercato situazioni in cui possiamo dare valore e dare soluzioni tagliate su misura per la controparte. L’Inter è una società top per seguaci nel mondo, era l’opportunità per avere un ruolo e supportare un club e lo abbiamo fatto”.
Il punto che più farà discutere, però, riguarda le intenzioni future del gruppo statunitense rispetto alle possibilità di prendere il controllo del club interista: “Quante possibilità ci son diventiate proprietari dell’Inter? Non è il nostro piano, vogliamo lavorare come ottimi partner e offrire supporto, ma chi lo sa”.
Inter che insieme al Milan sta progettando di costruire un nuovo stadio, impianto di cui secondo Oaktree club di questo calibro non possono fare a meno: “Credo che il calcio in generale si debba adattare, dal punto di vista digitale ad esempio ma anche dando una esperienza molto positiva dentro lo stadio. È qualcosa che ha un valore per un team come l’Inter, un club che merita uno stadio del 21esimo secolo. Il mondo sta cambiando e il calcio non può perdere questo treno”.