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Svizzera-Italia, Casolini: “Ndoye come Salah. Okafor è dr Jekyll e mr Hyde” | ESCLUSIVO

Dalle ultime di formazione della Svizzera al futuro di Ndoye: l’intervista all’inviato di RSI Nicolò Casolino, inviato in Germania

E’ ancora Italia contro Svizzera e questa volta i pronostici sono piuttosto equilibrati. Tutto merito di una buona impressione data dagli elvetici; e della pessima impressione che ha dato la formazione di Spalletti nelle ultime due uscite.

L’intervista al giornalista Nicolò Casolini di RSI, inviato in Germania per EURO 2024 (Calciomercato.it)

E’ praticamente un derby. Specialmente per chi abita nel Ticino, a due passi dal confine italiano. E per capire quali sono gli umori e come si sta avvicinando la Svizzera a questo match da dentro o fuori, noi di Calciomercato.it abbiamo intervistato Nicolò Casolino, il giornalista inviato in Germania da RSI (Radiotelevisione svizzera di lingua italiana).

Casolino (RSI): “Ndoye è da Juve, ma sta bene a Bologna. Svizzera pronta per l’Italia”

Che aria tira nel ritiro della Svizzera?
“Mai come questa volta, la Svizzera si sente pronta per questo tipo di partita. Abbiamo già vinto contro la Francia ad EURO 2020, ma se rigiochi quella partita la perdi 9 volte su 10. Questa Svizzera è forte, i suoi giocatori principali sono all’apice della loro carriera: Sommer, Akanji, Xhaka, Embolo, Freuler. E’ una squadra strutturata, dieci o nove undicesimi giocherebbero nelle prime cinque squadre di Serie A”.

Dan Ndoye, attaccante del Bologna e della Svizzera (LaPresse) Calciomercato.it

Capitolo Dan Ndoye: che Europeo sta giocando e in che stato di forma sta?
“Insieme a Xhaka, Dan è stato in assoluto il migliore della Svizzera nelle partite del girone. E’ difficile da contenere quando parte, ha dato 3 metri a Rudiger in un duello in velocità. E’ sempre stato forte. Il cambio però è stato fatto grazie a Thiago Motta: Ndoye ha capito che non deve correre a vuoto. Mi ricorda il primo Salah al Basilea, con le dovute proporzioni. Salah nei primi sei mesi in Svizzera era forte, ma non segnava mai. Ad un certo punto si è sbloccato, ha cambiato ed è diventato il Momo Salah che conosciamo oggi. Thiago Motta ha disciplinato Ndoye tatticamente e ha fatto in modo che questo giocatore possa giocare domani all’Inter o alla Juventus”.

Hai percepito le sue intenzioni di lasciare Bologna?
“Lui è contentissimo di stare al Bologna, si trova benissimo in quella città. Capisce che un anno in più con la Champions gli farebbe comodo. Conosco bene l’Inter. Inzaghi ci metterebbe tantissimo per inserirlo in rosa. O addirittura non lo inserisce: come Buchanan, Carlos Augusto. O anche Pavard, che ci ha messo un “attimino” per entrare nel sistema nerazzurro. Figuriamoci Ndoye a fare il quinto, che non giocherebbe neanche nel suo ruolo. Secondo me, in cuor suo, Dan capisce che un altro anno col Bologna, allenato da un altro allenatore bravissimo come Italiano, è la scelta più giusta”.

Zero minuti per Okafor: sorpresa o te l’aspettavi?
“Esistono due Okafor: dottor Jekyll e mr Hyde. Nel Milan accetta di fare la riserva di Giroud, Pulisic o Leao, più forti di lui. In questa nazionale probabilmente non l’accetta. Non è un caso che nel Milan entra sempre bene, ma in Nazionale entra sempre male. E’ una questione di testa. Ha sfrontatezza, che è anche un pregio, però non è un caso che da giocatore rossonero entra al 75′ e fa bene. Dentro di sé sa che con la Svizzera può giocare, ma non accetta che giochi titolare uno del Burnley, uno del Bologna…E poi c’è anche un altro fattore”.

Quale?

“Paradossalmente, Okafor è perfetto per il 3-5-2, meno nel 4-3-3. Nella Roma farebbe bene, come il numero 11 degli anni ’80. Sicuramente si vede che subisce e non sta gestendo bene il fatto di essere riserva in Nazionale. Col Milan fa tutti gol da rapace d’area. Deve giocare dietro la punta, ma la Svizzera non gioca con questo modulo. Hanno provato a farlo giocare da solo da centravanti, ma non regge il reparto da solo”. 

Domani sono previsti tanti svizzeri all’Olympiastadion

“Saranno circa 25mila. C’è un entusiasmo tremendo. In Germania-Svizzera, c’erano 15-16 mila svizzeri: sembrava di giocare in casa. Hanno cantato il doppio dei tifosi tedeschi. La Germania nel riscaldamento è entrata in campo subissata di fischi. C’è un pubblico bello, positivo. E i giocatori sentono tutto questo calore. L’ambiente è molto bello. Xhaka sta facendo davvero il leader, lega stampa, squadra e pubblico. Anche l’allenatore Yakin, dopo l’intervista pre-partita, fa il giro sotto la curva: l’unico ct dell’Europeo a farlo. E questo, la gente lo sente. Poi è anche vero che si gioca in Germania e c’è la Svizzera in lingua tedesca molto vicina”.

Yakin teme qualcuno di quest’Italia? Se c’è qualcosa da temere…
“C’è da temere l’organizzazione dell’Italia. E poi questa squadra, contro la Croazia, aveva due gambe e otto dita fuori dal torneo. In qualche modo, come fu nel Mondiale ’94, nell’82, o agli ottavi del 2006 contro l’Australia, l’Italia arriva in fondo. Spalletti è l’allenatore più bravo di tutto l’Europeo, potrebbe allenare il Bayern Monaco, e quindi la preparazione della gara contro gli Azzurri sarà difficile. Oltretutto, alla Svizzera manca Widmer. Giocatore esperto, che ha segnato già contro l’Italia nella qualificazione al Mondiale 2022. Sa giocare queste partite. Tatticamente ha giocato tanti anni in Serie A, è molto duttile, sa legare bene con questa difesa”. 

Ci aspettiamo qualche mossa tattica particolare dalla Svizzera? 
“Secondo me giocherà Stergiou a destra e rientrerà Vargas al posto di Rieder. Non penso che Shaqiri farà il titolare. La mia sensazione è che la partita potrebbe finire oltre
i novanta minuti e Yakin può giocarsi il jolly con Xherdan Shaqiri”. 

Mi sembra che Spalletti in questo momento abbia pochi jolly da giocarsi

“Nell’Italia è cambiato qualcosa dopo quel gol di Zaccagni. Prima della rete, sembrava essere come al Mondiale 2014: un disastro. Il gol di Zaccagni ha cambiato qualcosa, era quello che ci voleva per Spalletti. E la Svizzera lo teme. Il confine è stato sottile. La Svizzera al 92′ era prima nel girone, poi subisce quel gol di Fullkrug sull’arrembaggio. E l’Italia segna al 98′ contro la Croazia…sembra fatto di proposito. Le grandi squadre, anche senza fare una buona partita, in qualche modo arrivano in fondo”.

E se la Svizzera avesse vinto il girone A, avrebbe beccato la Danimarca…
“Sarebbe stata la partita peggiore. Invece, l’ottavo contro la Croazia sarebbe stato l’ideale, perché abbiamo una squadra che corre, con calciatori che giocano nei grandi club, con esperienza. La Svizzera sarebbe stata molto favorita. La Danimarca, invece, è tatticamente organizzata e ti mette in difficoltà. E’ arrivata in semifinale a Euro 2020 e ha perso solo contro l’Inghilterra ai supplementari. Fondamentalmente, la Svizzera ha giocato peggio contro la Scozia, la più scarsa delle quattro del girone A. Perché magari sai di essere più bravo e giochi al di sotto delle possibilità. Quando invece gioca in modo umile fa bene. Contro l’Italia farà una partita vera, giocherà come contro la Germania. Altrimenti finisce male”.

Leonardo Zullo

Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista e telecronista di calcio (maschile e femminile), calcio a 5 e calcio a 8. Appassionato di ogni tipo di sport, dall’atletica al nuoto, con un particolare debole per il mondo del pallone nonostante gli 8 anni di basket. L’NBA ha perso un talento. Dedizione e divertimento le chiavi del successo.

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