La Roma e Jose Mourinho continuano a parlarsi per il rinnovo di contratto, su cui restano sensazioni positive: le ultime
Non vuole più parlare di futuro Jose Mourinho, lo ha ribadito in una delle ultime conferenze stampa dell’anno. Perché il suo messaggio è stato chiaro: “Io sono sempre stato onesto e diretto“. E la posizione è quella che ha svelato dopo la sconfitta contro il Bologna, parlando anche di un possibile cambio di rotta, verso una linea totalmente giovane. Ma con la Roma.
Qualcosa che va un po’ a stonare con tutta la sua carriera, ma che rende ancora più l’idea di quanto lo Special One sia disposto anche a cambiare e rinnovarsi. In giallorosso si trova benissimo, non è un segreto, ma sarebbe strano il contrario. Ingaggio importantissimo, venerato dalla piazza, le giuste pressioni per uno abituato a lottare per scudetti e Champions League. Il contratto in scadenza a giugno però resta un pallino, evidentemente non per i Friedkin che non hanno tutta questa fretta. Per loro, forse anche per cultura, le firme e gli accordi in essere contano più di ogni altra cosa e non c’è necessità di affannarsi a firmare uno o due anni prima. È così anche con i calciatori. Se fino a qualche mese fa questo sembrava destinato a essere l’ultimo anno di Mourinho in giallorosso, le cose sono radicalmente cambiate. Perché in queste settimane continuano a registrarsi passi in avanti verso il rinnovo.
I contatti – come vi avevamo già raccontato nei giorni scorsi – proseguono tra la dirigenza e il mister portoghese, anche se il prolungamento non arriverà entro quest’anno solare. In tempo, quindi, per usufruire ancora del Decreto Crescita. Mourinho andrebbe a mantenere lo stesso ingaggio, circa 7 milioni più bonus, che stavolta peserà per oltre 13 milioni di euro lordi a stagione. Una bella ‘botta’ per la Roma, ma la scelta di tenere un tecnico come lo Special One difficilmente si lega a 4-5 milioni in più o in meno. Cifre comunque molto pesanti, di sicuro molto più abbordabili con la qualificazione alla nuova Champions League.
Che resta fondamentale, per non dire vitale, per la Roma e per lo stesso Mourinho. Sarà un anno di rifondazione per i giallorossi, tra addii pesanti e fine prestiti. La conferma di Lukaku è inevitabilmente legata al quarto posto, quella del mister no. Al netto della solitudine sottolineata più di una volta nelle battaglie col ‘potere’ o davanti alle telecamere, in questo ruolo di condottiero José si trova benissimo. Dove ogni impresa ha un’eco moltiplicata rispetto ad altri posti. Sta soprattutto a Dan Friedkin, che dopo Genova ha riflettuto seriamente sulla posizione del suo allenatore. E che vorrebbe qualche garanzia in più anche da quest’anno, soprattutto dopo l’ennesimo periodo così così. Difficile trovare di meglio sulla piazza, così come al portoghese – se si fa eccezione per l’offerta araba monstre – non sono arrivate altre proposte che potessero smuoverlo. Alla fine Mou dovrebbe – anzi, meglio dire potrebbe con certi personaggi – rinnovare per un altro anno con opzione per il secondo. Tutto questo mentre il destino di Tiago Pinto, anche lui in scadenza, è sempre più nebuloso e senza segnali in direzione di una permanenza.