Rinnovo e rivoluzione dopo e con la conquista del tricolore
Chivu e l’Inter avanti insieme. Il contratto del tecnico romeno scade a giugno 2027, ma c’è tutta l’intenzione da parte del club di prolungarlo almeno per un altro anno.
Non è stata la prima scelta, in realtà neanche la seconda, tuttavia Chivu è andato oltre le più rosee aspettative. Aspettative rapportate alla confusionaria e forse pure deprimente estate scorsa, o meglio dire allo tsunami che si è abbattuto sulla squadra il 31 maggio a Monaco di Baviera.
L’Inter era ed è una squadra a fine ciclo, eppure l’allenatore di Resita è riuscito a sistemare i cocci ridandole quello slancio – e per diversi mesi un gioco piacevole, seppur diverso da quello del suo predecessore Inzaghi – che le ha permesso di prendersi la testa della classifica con un margine piuttosto ampio.
Il neo della prima stagione di Chivu resta ovviamente la Champions, perché uscire al playoff contro il Bodo Glimt è una macchia che cancellerebbe, seppur non completamente, solo con la vittoria dello Scudetto.
Proprio il tricolore è la conditio sine qua non (cosa accadrebbe dovesse perderlo è facile da immaginare…) per la prosecuzione del matrimonio con l’Inter, con annesso rinnovo e adegualmente al rialzo dello stipendio attuale (circa 2,5 milioni). Ma anche per avere maggior peso specifico sul calciomercato. Chivu medita fin da principio il cambio di modulo, il passaggio alla difesa a 4. Da Kone a Diaby, la lista è lunga.