Imbarazzante con la Fiorentina e uno degli emblemi della crisi Inter. Più che per la Premier, il francese sembra pronto per l’Arabia
Uno dei simboli della crisi dell’Inter è Marcus Thuram, sempre più un lontanissimo parente del giocatore che nel 2024 trascinò i nerazzurri alla conquista della seconda stella.
Un lontano parente persino di quello della scorsa stagione, già inferiore come prestazioni al Thuram prime. Questa l’aveva anche cominciata bene, con 5 gol e 2 assist nel mese di settembre, prima di un crollo praticamente costante e inesorabile sui cui ha forse inciso anche l’infortunio alla coscia.
Ma il problema muscolare, seppur serio, non può assolutamente giustificare un’annata così deprimente. Specialmente da inizio 2026, il numero 9 della squadra di Chivu ha inanellato una serie di prestazioni gravemente insufficienti se non, come quella di ieri con la Fiorentina, imbarazzante. Appena 3 i gol, ma nessuno di questi determinante.
Incapace di tenere e pulire un pallone che sia uno, come di dare profondità e vincere un duello. Spesso e volentieri anticipato, insomma il Thuram attuale è molto simile a ciò che sono stati l’anno scorso Arnautovic e Taremi. Due ectoplasmi, con la giustificazione dell’età e di problemi seri, parlando dell’iraniano, come la pubalgia.
Diciamola tutta, Thuram deve giocare e sta giocando solo perché manca Lautaro Martinez e alle sue spalle c’è un Bonny che sta messo peggio di lui. Venderlo a 60/70 milioni? Sì, ma del vecchio conio, perché non è che all’estero hanno le bende sopra gli occhi. Più che per la Premier, oggi sembra un giocatore pronto per l’Arabia.