Il Milan protesta per il penalty fischiato al Torino, che ne vorrebbe pure un altro. Netto quello per il Bologna, ne manca uno all’Atalanta
La trentesima giornata di Serie A è andata in archivio con le solite polemiche arbitrali. Soprattutto per il posticipo tra Fiorentina ed Inter, con ben quattro rigore reclamati sul campo. I viola protestano per il contatto tra Kean e Carlos Augusto, giudicato come semplice contrasto di gioco e per il tocco di mano di Pio Esposito, non punibile perché dentro la figura.
I nerazzurri si lamentano a loro volta per un tocco di mano di Pongracic con il braccio staccato dal corpo ed un pallone di certo non inaspettato. Molti dubbi anche sul contatto all’ultimo minuto di recupero con Ranieri che trattiene vistosamente il centravanti avversario disinteressandosi del pallone. Il fatto che Pio Esposito sia riuscito comunque a calciare in porta non sana la scorrettezza. Per Colombo in campo e Maresca al Var è tutto ok.
Episodio simile in Atalanta-Verona, con Gagliardini che tira la maglia a Scalvini. L’arbitro forse non vede, ma il Var poteva intervenire. Netto il rigore concesso al Bologna per il fallo di Motta (che poi lo parerà) su Castro: giusto non ammonire il portiere della Lazio perché si tratta di SPA depenalizzata e non di DOGSO.
Fa discutere l’utilizzo del Var in Juventus-Sassuolo: Abisso mostra a Marchetti una sola inquadratura da cui non si capisce se Idzes (che ha il braccio in posizione assolutamente punibile) tocca o meno il pallone. Sull’esecuzione di Locatelli, il portiere Muric sbatte ripetutamente le mani sulla traversa facendola vibrare. Da regolamento non si può fare.
Ingenuo Pavlovic a colpire Simeone sul volto: Fourneau in campo lascia correre, ma richiamato all’On Field Review fischia il rigore contro il Milan. Pochi minuti dopo il Torino ne reclama un altro per il tocco di braccio di De Winter, che però è in posizione naturale e quindi non punibile.