La sconfitta contro il Napoli ha acceso il momento di difficoltà della Lazio con Sarri che ha fatto il punto su quello che è il mercato della Lazio.
Sarri è stato diretto, la sua lettura è netta: “Siamo la seconda per falli fatti, facciamo pochi falli e siamo la più espulsa. Questi numeri non tornano”.
L’allenatore ha parlato con la dirigenza. Ha indicato profili chiari. Lo dice senza giri di parole: “Ho fatto delle riunioni con il direttore sportivo. Ho spiegato che giocatori vorrei. Il resto dipende da loro”. Qui entra un tema che piace poco agli allenatori: finestre troppo lunghe. La gestione del gruppo ne risente. Vale per tutti, non solo per la Lazio.
Rovella e Cataldi insieme? Possibile solo in emergenza. Entrambi nascono come vertice basso, non come mezzali. Cancellieri centravanti? Sarri ha chiarito: non l’aveva chiesto in quel ruolo. La scelta ha fatto parte di un’operazione più ampia, incidendo sulle rotazioni in vista di mercoledì.
E qui arriva la svolta inattesa. Il nome di Insigne ha acceso i titoli del mondo Lazio ultimamente: “Il ruolo di vice Zaccagni è la problematica minore che abbiamo”. L’idea è carica di nostalgia e fantasia. Ma la risposta del tecnico è un secchio d’acqua fredda. Nessun cambio di modulo in vista. E soprattutto: il vice Zaccagni non è una priorità. Parole misurate, effetto chiaro. Sarri pensa a equilibri, campo corto, pulizia nell’uscita. Chiede affidabilità nelle due fasi, non un colpo di teatro.
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