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Milan, Cardinale tra passato e futuro: il rapporto con Elliott e il nuovo stadio

Gerry Cardinale torna a parlare del Milan: importanti dichiarazioni da parte del fondatore di RedBird

Il Milan tra presente e futuro: a parlarne è Gerry Cardinale che torna sulla decisione di acquistare il club rossonero.

Gerry Cardinale (Foto LaPresse) – Calciomercato.it

Intervenuto ai microfoni di The Deal, un podcast di Bloomberg, il proprietario del Milan Gerry Cardinale ha parlato di diversi temi, partendo dalla sua storia professionale, arrivando all’acquisto del Milan avvenuto due anni fa e anche del rapporto con il fondo statunitense Elliott da cui ha rilevato il controllo del club. Nell’intervista, Cardinale spiega che rilevare la società rossonera “è stata la cosa più dura che abbia mai affrontato” ma allo stesso tempo “la migliore”.

Cardinale ricorda “che è stato tutto imposto da me stesso” perché sentiva “un bisogno imprenditoriale che dovevo soddisfare, ed era proprio il tipo di cose che facciamo sempre più spesso in RedBird”. Il manager spiega di voler “fare la parte dell’imprenditore ombra e mi piace risolvere i problemi con il capitale”.

Milan, la rivelazione di Cardinale sull’acquisto del club

A incoraggiarlo ad acquistare il Milan è stato William Lamar Beane, detto Billy Beanie, dirigente sportivo ed ex giocatore di baseball statunitense: “Sosteneva che il mercato dei trasferimenti nelle retrocessioni, pilastro fondamentale dell’economia del calcio europeo, fosse fatto su misura per Moneyball”.

Gerry Cardinale (Foto LaPresse) – Calciomercato.it

Questo perché è possibile costruire e comprare “a basso prezzo e si vende ad alto prezzo”. E così “abbiamo fatto una ricerca sul calcio europeo, abbiamo incontrato 150/200 squadre in tutti i paesi del continente e in Inghilterra“. Il fondatore di RedBird ha poi aggiunto: “Billy ha frequentato il club per diversi anni, e in un certo senso lo abbiamo osservato. Ogni volta che sollevavo l’argomento Milan tutti mi davano del pazzo e mi sconsigliavano di investire in Italia”. Alla fine però, è arrivato l’accordo con Elliott: “La società era indebitata, originariamente c’era un proprietario cinese, che ha fatto un buco nell’acqua ed Elliott è entrato, ha escusso il pegno ed è diventato proprietario”.

Chiaramente, “le prestazioni aiutano, siamo arrivati alle semifinali di Champions League. Quando sono subentrato, è stata una sfida perché avevano appena vinto lo scudetto”. Ecco perché ha deciso di adottare “un approccio diverso da quello che faccio di solito: per il primo anno non ho fatto nulla. Davvero, mi sono limitato a guardare”. Infine, sul tema relativo al nuovo stadio del Milan: “Sarà il primo costruito dal 2011 in Italia, sarà un impianto sullo stile americano, con 70mila posti a sedere”.

Paolo Siotto

Classe ’93 e giornalista pubblicista dal 2015. Dal calcio alla cronaca, sempre seguendo il filo diretto dell’informazione.

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