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Thiago Motta sorride ma vola basso: “Non mi prendo meriti, non pensiamo all’Europa”

Il Bologna festeggia la vittoria con l’Empoli, ma il tecnico Thiago Motta invita a godersi il momento e a non fare calcoli

Un successo arrivato in extremis, per il Bologna, fondamentale per la corsa a un posto in Champions League. I rossoblù rafforzano il quarto posto passando a Empoli nel finale e da parte del tecnico Thiago Motta c’è ovviamente molta soddisfazione.

Thiago Motta © LaPresse – Calciomercato.it

“Che gioia alla fine, sono momenti che si possono spiegare e comprendere solo se ci sei dentro – ha raccontato a ‘DAZN’ nel post partita – Abbiamo fatto un’ottima partita e alla fine abbiamo raggiunto una vittoria importante, nonostante le tante occasioni. Gli errori sotto porta ci stanno, sono altre le cose che non possiamo sbagliare, l’atteggiamento è quello giusto e va bene così. Strascichi dopo la sconfitta con l’Inter? No, avevamo giocato molto bene anche quella partita. Siamo in un momento molto positivo e infatti stasera abbiamo giocato come al solito. Non c’è un segreto per quello che stiamo facendo, siamo un grande gruppo”.

Thiago Motta non vuole parlare di sé, del proprio futuro e degli obiettivi della squadra: “Io? Di sicuro faccio il massimo per farli andare in campo, poi quando si gioca tocca a loro – ha aggiunto – Tutti danno il loro contributo, durante la settimana e in partita, è questo che fa la differenza. Abbiamo uno spirito molto forte, per tutto quello che fanno i miei giocatori meritano quello che stanno ottenendo. Non è giusto da parte mia in questo momento prendermi dei meriti. Dove possiamo arrivare? Dobbiamo goderci questa vittoria per i nostri tifosi, viverci al massimo questo momento. Tutto il resto conta pochissimo, non dobbiamo pensare adesso all’Europa, manca ancora tantissimo, rimaniamo concreti e non pensiamo in astratto. Dobbiamo solo continuare così. Sono grato al Bologna per l’opportunità che mi è stata data e sono grato ai ragazzi che mi stanno aiutando”.

Classe 1985, giornalista professionista dal 2016, da sempre appassionato di scrittura più di qualsiasi altra cosa al mondo. Volevo che raccontare il mondo diventasse la mia vita, ci sono riuscito.