La cavalcata della Spagna alla finale dei Mondiali 2026 ha tra i suoi protagonisti il c.t. Luis De La Fuente. Conosciamolo meglio ripercorrendo la sua carriera
Può centrare l’impresa già riuscita a un suo illustre predecessore, Luis De La Fuente. Come Vicente del Bosque nel 2010 e nel 2012, l’attuale c.t. della Spagna può vincere Europei e Mondiali in due anni. L’ultimo scoglio prima di una clamorosa doppietta è rappresentato dall’Argentina, avversario della Roja nella finale della Coppa del Mondo 2026 in programma domenica 19 luglio.
Una partita che può rendere irripetibile la carriera di un allenatore che non è mai stato sulla panchina di un top club ma che, di fatto, può vincere tutto con le Nazionali spagnole. Già, perché De La Fuente può definirsi un “uomo della Federazione”, un tecnico che ha avuto il privilegio di crescere una generazione di talenti e accompagnarla in una serie di vittorie di assoluto prestigio.
Luis De La Fuente è stato calciatore dell’Athletic Bilbao tra il 1978 e il 1987. Con la compagine basca vince due campionati spagnoli, una Coppa e Supercoppa di Spagna. Passa poi al Siviglia nel 1987. Dopo un ulteriore bienno all’Athletic tra il 1991 e il 1993 chiude la carriera all’Alaves nel 1994. La prima esperienza da tecnico arriva nelle giovanili dell’Athletic. Successivamente allena l’Athletic B e l’Alaves dal quale viene esonerato nel 2011 con la squadra in Segunda Division. De La Fuente non ha mai allenato in Liga.
La svolta nella carriera da allenatore per De La Fuente arriva nel 2013 quando entra nell’organigramma della Federazione Spagnola dove resta ininterrottamente per i successivi dieci anni fino all’approdo sulla panchina della Nazionale maggiore. Allena varie compagini giovanili della Spagna (Under 18; Under 19; Under 21) e vince prestigiosi trofei in ambito continentale. E’ anche l’allenatore della Spagna nel torneo olimpico di Tokyo.
Con la Spagna Under 19, De La Fuente vince l’Europeo 2015 di categoria. Si ripete con l’Under 21 nell’edizione dell’Europeo 2019 ospitata dall’Italia. Con l’Under 18 conquista invece la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo 2018. Alle Olimpiadi di Tokyo, la sua Spagna perde la finale con il Brasile e si deve accontentare della medaglia d’argento. Nel suo percorso da allenatore delle giovanili, De La Fuente ha allenato gran parte dei calciatori che ora fanno parte dell’organico della Spagna finalista ai Mondiali 2026.
Nel Mondiale 2022, la Spagna viene sorprendentemente eliminata agli ottavi di finale dal Marocco. Una sconfitta che decreta la fine dell’esperienza da c.t. di Luis Enrique. La Federazione sceglie a sorpresa De La Fuente al suo posto rinunciando ad altri candidati più conosciuti dell’attuale c.t. iberico. Per entrambi i tecnici, quello Spagna-Marocco ha stravolto (in meglio) le rispettive carriere. Luis Enrique è stato ingaggiato dal PSG con il quale ha vinto due Champions League, una Supercoppa Europea, una Coppa Intercontinentale oltre a tre titoli nazionali. De La Fuente, invece, è stato protagonista di un biennio di successi con la Roja.
Nel 2023, alla sua prima competizione internazionale con la nazionale maggiore spagnola, De La Fuente vince la Nations League battendo prima l’Italia di Mancini in semifinale poi la Croazia ai rigori in finale. Nel 2024, c’è lui sulla panchina della Roja che torna a trionfare agli Europei dopo dodici anni. Decisiva la vittoria in finale sull’Inghilterra per 2-1 con gol di Oyarzabal all’86’.
Stando a quanto rivelato da Il Giornale, De La Fuente era stato cercato dal Milan nel 2024 per sostituire Stefano Pioli. Il c.t. ha declinato l’interesse dei rossoneri in quanto si apprestava a cominciare il biennio che avrebbe portato la Spagna a disputare i Mondiali 2026. Il Milan poi scelse Paulo Fonseca, esonerato a dicembre 2024 e sostituito da Sergio Conceicao.
Tra le personalità più apprezzate in Spagna, De La Fuente non possiede alcun profilo ufficiale sui social network gestito personalmente o da uno staff dedicato. A proposito di staff, nel suo c’è anche il figlio Alberto che lo supporto come match analyst.