Spalletti vuole la testa dell’Ad: Elkann potrebbe accontentarlo
Sembra già essere arrivata al capolinea l’avventura di Damien Comolli alla Juve. Freddi, per non dire gelidi i suoi rapporti con la squadra e, soprattutto, con Luciano Spalletti. Quest’ultimo, nel suo faccia a faccia con John Elkann potrebbe chiedere la testa dell’Ad francese o quantomeno un suo ridimensionamento oltre che l’arrivo di un direttore di maggior fiducia (Tognozzi?) al posto di Modesto, ‘uomo’ di Comolli.
Col passare dei giorni si fa sempre più probabile l’allontanamento di Comolli dalla Continassa. Senza la qualificazione alla prossima Champions, John Elkann potrebbe davvero ‘accontentare’ Spalletti, fresco di rinnovo fino al 2028, facendo fuori l’ex Tolosa proprio come un anno fa fece con Giuntoli.
Evidenti e grossolani gli errori di mercato e non solo commessi dal transalpino: “Gli acquisti di David e Openda sono solo la punta dell’iceberg di una gestione sventurata – scrive Paolo Ziliani su X – Dalla cantonata presa su McKennie al gelido discorso tenuto alla squadra dopo Juve-Fiorentina_ tutte le perle di Damien Comolli detto Arrogance giunto precocemente al capolinea del suo tragicomico viaggio“.
Comolli è finito sotto accusa pure per il rinnovo fino al 2030 di capitan Locatelli: “Lo stipendio accordato al giocatore, che era di 3 milioni, è stato aumentato a 4 milioni netti (per la società 7,4 lordi), una retribuzione che Locatelli percepirà fino all’età di 32 anni.
(…) Tutto bene. Se non fosse che il miglior giocatore del campionato, Scott McTominay, che con tutto il rispetto per Locatelli di Locatelli ne vale tre, sapete quanto guadagna al Napoli? Tre milioni netti (5,56 milioni lordi), un milione in meno di Locatelli”, conclude Ziliani.