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L’Inter batte il Como, ma Fabregas dà una lezione di calcio a Chivu

Lo spagnolo ha confermato di essere di tutt’altra categoria rispetto al tecnico nerazzurro e a quasi tutti i suoi colleghi di Serie A

La sfida nella sfida di Como-Inter era quella in panchina, tra Fabregas e Chivu. Nessun dubbio, l’ha stravinta lo spagnolo. Nel primo tempo ha dato una vera e propria lezione di calcio all’interista, confermandosi come uno dei migliori tecnici in circolazione, al momento una se non due spanne sopra al romeno e a quasi tutti i suoi colleghi della nostra Serie A. Non a caso, restando sui nerazzurri, era lui la prima scelta societaria per il dopo Simone Inzaghi.

L’Inter batte il Como, ma Fabregas dà una lezione di calcio a Chivu (AnsaFoto) – Calciomercato.it

Principi, gioco, coraggio e idee: sotto tutti gli aspetti Fabregas ha dominato, anzi surclassato un Chivu incapace di trovare la chiave d’uscita al pressing asfissiante e super organizzato del Como. Per un intero primo tempo la sua Inter è apparsa fin troppo impaurita e disorganizzata.

Poi il calcio è fatto di episodi e la partita è girata dalla propria parte: una grossa mano gliel’hanno data i giocatori, soprattutto la fisicità di Dumfries e Akanji sulle palle inattive. È lì che l’Inter l’ha portata a casa.

I meriti e i limiti di Chivu

Intendiamoci, Chivu questo Scudetto lo sta meritando. È stato un eccellente psicologo, ricordando come era mal ridotta l’Inter l’estate scorsa, e un ottimo gestore di uomini, il che non è poco quando si è in un grande club. Ma dal punto di vista tattico e organizzativo, la cosiddetta ‘mano dell’allenatore’, ha dimostrato di essere ancora non all’altezza di una big. D’altronde parliamo di un tecnico giovane e inesperto: ha preso l’Inter dopo appena 13 partite in Serie A.

Fabregas da ‘testare’ in una grande

Però oggi, e non è lesa maestà ammetterlo, Fabregas è di tutt’altra categoria, anche se il catalano andrà testato fuori dalla comfort zone sul lago e in una grande. Perché entrare nella testa di calciatori già affermati, spesso presuntuosi e con scarsa voglia di sacrificarsi, è molto più difficile che farlo con giovani desiderosi di imporsi.

Formiano classe '87, sport, storia e giornalismo le mie passioni. "E' sempre calciomercato"